VENEZIA 83 - Alessandro Usai: “Ci impegneremo a portare
in Italia anche post-produzione ed effetti visivi
a servizio delle produzioni internazionali”
La post-produzione non è più soltanto la fase conclusiva della realizzazione di un film, ma una componente strategica della filiera audiovisiva italiana, capace di generare innovazione, competenze e nuova competitività internazionale. È quanto emerso dal panel “
Dove finisce il film. Post-produzione, digitale e creatività: l’infrastruttura strategica del cinema italiano”, organizzato dall’Unione Imprese Tecniche di ANICA all’Italian Pavilion di Venezia 83.
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Quella che chiamiamo post-produzione è in realtà molto di più" - ha sottolineato il presidente ANICA
Alessandro Usai - "
è un vero reparto di ricerca e sviluppo del nostro settore. E la ricerca e sviluppo richiede investimenti, qualche volta anche a fondo perduto, perché è la parte a più alto rischio. L’impegno di ANICA sarà quindi quello di supportare chi fa questo mestiere, affinché tutte le lavorazioni che arrivano in Italia abbiano un incentivo o un obbligo a investire non soltanto nello shooting, ma anche nella post-produzione e negli effetti visivi realizzati in Italia".
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L’obiettivo" - ha spiegato Usai - "
è aumentare i volumi di lavoro nel Paese, favorire nuovi investimenti e alimentare un processo virtuoso in grado di accrescere la qualità dell’intera filiera, con ricadute positive anche sulla produzione cinematografica nazionale".
Per
Piero Costantini, CEO di Mnemonica e vicepresidente delle Industrie Tecniche ANICA con delega alla post-produzione, “
le imprese tecniche sono il laboratorio di ricerche e sviluppo di chi fa cinema. Come tale va supportato per permettere una competitività futura per tutti i produttori sul mercato internazionale”.
Sul tema della capacità delle imprese italiane di competere sui mercati internazionali è intervenuto
Francesco Grisi, CEO di EDI Effetti Digitali Italiani: “
Le possibilità di apertura verso il mercato estero sono limitate solo unicamente dalla sicurezza e dell’affidabilità degli incentivi italiani, quando saremo competitivi da questo punto di vista con paesi come l’Inghilterra e la Francia nulla ci stacca la esportare in modo massiccio il made in Italy”.
09/09/2026, 15:24