VENEZIA 83 - Leonardo Lidi: "Serpenti, Scherzetto e... il matrimonio"
Sarà una Mostra del cinema di Venezia molto impegnativa per
Leonardo Lidi, attore e da diversi anni ormai direttore della scuola del Teatro Stabile di Torino, prima con la presentazione del suo primo film da protagonista (“
Serpenti” di Roberto De Paolis Maino, in uscita nei cinema dal 10 settembre) e poi con “
Scherzetto” di Mario Martone, che sarà in anteprima al Lido in quella stessa giornata. «Come se non bastasse, tra le due proiezioni torno a casa per sposarmi», ci confida lui stesso (la moglie è l'attrice Giuliana Vigogna).
In “Serpenti” Lidi è un marito che si presenta a un commissariato per confessare l'omicidio della moglie, ma si trova di fronte alla quasi impossibilità di pagare per il suo delitto. Una prova d'attore che lo vede impegnato anche in tre lunghi dialoghi rispettivamente con Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino.
«Sono molto grato a Roberto per questa possibilità, di essere il protagonista di un film non mi era mai capitato! E' stato molto intenso come periodo, il ruolo richiede una certa dose di credibilità nel dolore, nella prima parte dovevo essere credibile, quando confesso l'omicidio. E' stata una bella avventura, un bellissimo incontro con gli altri “mostri” che incontro nel viaggio».
Il lavoro con gli altri attori del cast è stato molto particolare: tre macro-blocchi di mezz'ora l'uno, per i tre momenti più intensi del film.
«Si cercava di interrompere il meno possibile, è stato un percorso tra memoria, ascolto e a volte anche improvvisazione, complesso ma anche divertente, con un margine di rischio e di sperimentazione. Alcune scene hanno richiesto più dolore, dovevo capire come reagire in contro tempo. Sono tre attori che rappresentano mondi diversi e ho compreso il perché della loro grandezza».
“Serpenti” è un film apparentemente semplice, ma molto complesso per l'equilibrio che gli interpreti devono mantenere tra realtà e surreale. «C'è un lungo monologo iniziale ma essendo molto teatrale mi sono sentito a casa, invece della platea avevo di fronte la macchina da presa. La più complessa è stata la prima confessione, in cui dovevo poi sedermi e piangere: come essere credibile? Spesso ho chiesto poi di togliermi delle battute, in quel caso per essere pronto non ho dormito per un giorno e mezzo, avevo davvero i nervi a fior di pelle».
Dopo Venezia (e il matrimonio), si tornerà a Torino. «Torino è casa mia, vivo lì, sono stato prima allievo della scuola dello Stabile dove ora sono direttore, e sono anche anche vicedirettore del teatro. Un rapporto che penso andrà avanti per molti anni, questa è l'intenzione: costruiamo qualcosa di importante con le nuove generazioni, mi piace scovare talenti per l'Italia e accompagnarli nei primi anni del loro lavoro. Credo nella progettualità, lo Stabile è la mia famiglia, sono felicissimo anche perché grazie a loro posso prendermi il tempo per fare queste belle esperienze cinematografiche, fondamentali per me».
07/09/2026, 08:00
Carlo Griseri