GRETA E LE FAVOLE VERE - Una commedia italiana
che parla di ecologia e speranza
Presentato in anteprima al Giffoni Film Festival il 19 luglio, “
Greta e le favole vere” arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 6 agosto 2026 distribuito da Vision Distribution. Diretto da Berardo Carboni, il film prova a unire avventura, sensibilizzazione ambientale e racconto di formazione, pur mantenendo il tono della classica commedia italiana. Presenti alcuni dei più grandi attori e attrici della scena italiana, come Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore.
Al centro della storia c’è Greta Gentili, una bambina di dieci anni che, avvicinandosi alla figura e alle idee di
Greta Thunberg, inizia a capire l’importanza di prendersi cura dell’ambiente. Il fulcro narrativo è la missione che porta avanti insieme all’amico Sauro, quando i due decidono di salvare un cucciolo di orso polare tenuto prigioniero da una stramba coppia. Greta e Sauro intraprendono così un viaggio avventuroso per riportare l’animale in salvo nel suo habitat naturale, il Polo Nord.
Il collegamento con Greta Thunberg è lampante fin dall’inizio: la protagonista porta lo stesso nome dell’attivista svedese, indossa un cappotto giallo e rappresenta una bambina capace di vedere problemi che gli adulti spesso ignorano. La stessa Greta del film non viene compresa dai suoi genitori, almeno fino ad un certo punto. Il film racconta il tema della crisi climatica attraverso lo sguardo della bambina, seguendo un’idea semplice ma potente: spesso sono proprio i più giovani a comprendere la necessità di cambiare il mondo mentre gli adulti rimangono assorti nelle preoccupazioni quotidiane, il lavoro, e spesso anche in un senso di disillusione.
Per questo motivo, la determinazione della piccola Greta è fondamentale: non viene rappresentata come un’eroina perfetta, ma come una bambina guidata dalla convinzione che prendersi cura degli altri e dell’ambiente sia una responsabilità di tutti gli esseri umani.
Il film parla di sogni, impegno collettivo, fiducia nel futuro e della possibilità di trasformare le cose anche quando sembra impossibile.
La figura di Greta Thunberg viene trattata con rispetto, senza cadere nella caricatura o nella derisione che spesso ha accompagnato il dibattito pubblico sull’attivista. È un elemento positivo, soprattutto considerando quanto il tema sia diventato negli anni terreno di scontro politico e mediatico.
Il problema principale è però la realizzazione tecnica e narrativa. L’animazione dedicata alla storia di Greta Thunberg, come tutti gli altri intermezzi animati, appare un elemento molto debole. L’aspetto visivo risulta poco curato e più vicino a una semplice grafica animata che a una vera e propria animazione. Lo stile è piatto, rigido e dall’aria datata, con un effetto che richiama produzioni animate degli anni ’90.
Anche il tanto importante orso polare realizzato (giustamente) in CGI è troppo poco credibile. La resa digitale appare molto artificiale, è troppo evidente che sia stato inserito a posteriori con strumenti digitali, tanto da compromettere il coinvolgimento emotivo.
A queste difficoltà si aggiunge una struttura narrativa piuttosto dispersiva. Il film segue diverse linee di trama che faticano a trovare un equilibrio e rendono il racconto a tratti confuso. L’avventura principale perde spesso forza a causa di continue deviazioni narrative che risultano molto dispersive e poco accattivanti.
Ci sono inoltre alcuni riferimenti che sembrano trattare il tema fondamentale e attualissimo in modo un po’ datato. Ad esempio, il richiamo visivo al Protocollo di Kyoto, ormai superato da diversi anni come principale accordo internazionale sul clima, soprattutto dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi.
“Greta e le favole vere” rimane un progetto animato da buone intenzioni. Il messaggio di fondo è importante: invita a non sentirsi impotenti davanti alle grandi sfide del presente e ricorda che il cambiamento nasce anche dalla capacità di immaginare un futuro diverso. La protagonista porta sullo schermo una bella idea di coraggio e responsabilità, quella di una bambina che sceglie di agire invece di rassegnarsi.
Peccato che a un messaggio così forte non corrisponda una costruzione cinematografica altrettanto convincente. Un tentativo generoso e necessario, ma spesso goffo nella forma, che avrebbe avuto bisogno di una maggiore cura visiva e di una narrazione più compatta per riuscire davvero a emozionare.
04/08/2026, 11:15
Marta Bello