PIÙ! PIÙ! PIÙ! - Il documentario che racconta la pallanuoto campana
Ci sono sport che vivono costantemente ai margini del racconto mediatico, pur custodendo storie straordinarie. “
Più! Più! Più!”, documentario diretto da Giovanni Mazzitelli e presentato nella sezione Giffoni Sport del Giffoni Film Festival 2026, nasce proprio con l'obiettivo di restituire dignità e memoria alla pallanuoto campana, ripercorrendone le origini, i protagonisti e il valore umano prima ancora che sportivo.
Attraverso filmati d'epoca provenienti dall'Archivio Luce e numerose testimonianze, il film ricostruisce la nascita della pallanuoto e la sua evoluzione, intrecciando la storia dello sport con quella di Napoli e delle persone che ne hanno fatto parte e che ne fanno parte tutt’oggi.
Tra le frasi che meglio sintetizzano lo spirito dell'opera c'è quella pronunciata da uno dei protagonisti: “Questa è una storia di passione e di grandi che sono rimasti bambini e che rimangono bambini con il gioco”. Una definizione semplice ma efficace, che restituisce il senso di uno sport fatto di sacrificio, amicizia e divertimento, elementi che convivono ben oltre l'agonismo.
Il documentario ripercorre alcuni dei momenti più significativi della pallanuoto italiana, soffermandosi anche sulle sue origini umili e quasi casuali, fino ai grandi traguardi internazionali. Particolarmente emozionante è il ricordo della medaglia d'oro conquistata dalla nazionale maschile alle Olimpiadi NEL 1992 dopo ben trentadue anni di attesa, un momento che viene raccontato come il coronamento di una lunga storia di dedizione.
Uno dei passaggi più significativi riguarda la figura di Giuseppe Porzio, autentico mito della pallanuoto napoletana. Emblematica la scena in cui viene chiesto ad alcuni passanti se sapessero chi fosse. Quasi tutti hanno risposto istintivamente: “Porzio? La pizzeria”, pur conoscendo a memoria i nomi dei più grandi calciatori. Un episodio che fa sorridere ma che, allo stesso tempo, racconta meglio di qualsiasi dato quanto poco siano conosciuti, al di fuori dell'ambiente, anche i più grandi campioni di questo sport.
Ed è proprio qui che il documentario centra il suo obiettivo principale: mostrare quanto la pallanuoto sia una disciplina ricca di storia e valori, ma ancora oggi poco valorizzata. Colpisce sapere che perfino il giocatore più pagato d'Italia debba svolgere anche la professione di avvocato, un dettaglio che evidenzia le difficoltà economiche di uno sport che fatica a trovare lo spazio e il riconoscimento riservati ad altre discipline.
Apprezzabile anche l'attenzione dedicata sia alla pallanuoto maschile sia a quella femminile. In un panorama sportivo in cui le atlete vengono spesso relegate in secondo piano, il documentario sceglie invece di dare voce a entrambe le realtà, offrendo una visione più completa.
Una pecca possono essere le varie didascalie testuali che accompagnano il racconto e che finiscono, a tratti, per interrompere il ritmo della visione. Una soluzione visiva diversa, magari affidata a una voce narrante, avrebbe probabilmente reso il racconto più fluido.
Anche alcuni passaggi risultano meno convincenti, in particolare quando si affronta il tema dei giovani. L'idea secondo cui “i ragazzi di oggi non hanno più voglia di sacrificarsi” appare una riflessione piuttosto datata. Più interessante sarebbe stato approfondire le reali difficoltà che molti atleti affrontano nel conciliare studio, lavoro e attività sportiva, evitando una lettura che rischia di semplificare un problema molto più complesso.
Nonostante queste riserve, “Più! Più! Più!” riesce nel suo intento principale: far conoscere uno sport troppo spesso definito “minore”, ma che minore non è affatto per la passione che genera e per il patrimonio umano che custodisce. È un documentario rivolto non soltanto agli appassionati di pallanuoto, ma anche a chi ama le storie di persone, di sacrifici e di comunità.
In un periodo dell'anno come l'estate, quando gran parte delle discipline sportive si ferma, la pallanuoto continua a vivere nelle piscine e nelle competizioni. Il film invita proprio a guardarla con occhi diversi, riconoscendole il posto che merita nel panorama sportivo italiano. Perché, come dimostra il documentario di Mazzitelli, dietro ogni tuffo in acqua c'è molto più di una partita: c'è una storia che vale la pena raccontare.
29/07/2026, 11:09
Marta Bello