PRIMEVOLTE FILM FESTIVAL 2026 - I premi
È stata la prima volta anche per Feltre. Mai prima la cittadina bellunese aveva ospitato un festival cinematografico, tanto più con registi che vengono da tutta Italia per presentare il proprio film. E la cittadinanza ha risposto benissimo al
PrimeVolte Film Festival, in tanti appassionati con l’abbonamento in mano, e una borsa del festival in braccio, hanno camminato tra Piazza Maggiore, l’Unisono Jazz Cafè, che ha ospitato anche gli incontri industry la mattina e il concerto di Massimo Silverio del sabato, e l’Officinema (e la prima sera anche Villa San Liberale a Cart), per potere seguire tutte le proiezioni in programma.
Alla fine dopo la proiezione finale di “
Orfeo” di Virgilio Villoresi, chiusura ideale con un film ispirato a “Poema a Fumetti” dello scrittore bellunese Dino Buzzati, c’è stata la premiazione, in cui è risultato vincitore proprio Villoresi: ad assegnare e consegnare il premio, una bellissima scatola di cerini in ceramica realizzata a mano da una giovane artista di Conegliano, una giuria giovane composta da ragazzi sotto i 22 anni, alcuni appena usciti dalle scuole superiori.
Per loro una esperienza che rimarrà nel cuore, vedendo 13 film in sala, e dovendo valutarli per assegnare il premio finale: “Orfeo” però è quello che più di tutti li ha conquistati, anche per il suo carattere immaginifico. Ma c’è stato anche il Premio del Pubblico (in questo caso un fiammifero in ceramica) che è andato a parimerito al campano Alberto Palmiero, con il suo “Tienimi Presente”, e al marchigiano Gianluca Santoni, con il suo “Io e il Secco”, che ha potuto ritirare il premio direttamente dal palco. “Una cornice suggestiva” ha detto Santoni meravigliato dalla Piazza Maggiore di Feltre, seguito a ruota da Villoresi: “avete creato un festival bellissimo, che dovete tenervi stretto”. All’incontro prima del film era presente anche l’autore delle musiche, Angelo Trabace, in un dialogo a tre con il regista e la moderatrice Emma Marinoni.
Alla fine c’era il tempo solo di una foto, un’ultima parola con il regista, prendere una maglietta o una scatola di cerini con il logo del festival, per poi tornare tutti a casa, con la malinconia che il festival era finito. Se ci sarà una seconda volta ancora non è dato saperlo, come dicono i due organizzatori, fondatori della casa di produzione feltrina Haapar Film: “quest’anno è stato possibile realizzare il festival grazie al bando Per Chi Crea di SIAE e Ministero della Cultura, e grazie agli sponsor Oros, Assicurazioni Generali e Banca BPS, ma il prossimo anno è un’incognita. Abbiamo dimostrato però che a Feltre c’è voglia di una manifestazione come questa, i numeri del pubblico lo hanno dimostrato; speriamo che un sostegno vero possa venire dalle istituzioni, per potere dare continuità a questo festival, e ritrovarci qui tra un anno”. Perché dopo la prima volta, serve per forza che arrivi la seconda.
13/07/2026, 15:57