IL MONDO OLTRE - Un film post-apocalittico dai toni thriller
Dopo aver raccontato nel suo film opera prima del 2017, “
Ninna Nanna”, firmato insieme a Enzo Russo, la storia di una donna felicemente sposata e realizzata professionalmente, la cui vita viene stravolta dall’arrivo della figlia, chiamata impropriamente Gioia,
Dario Germani torna sul tema del rapporto madre-figlia nel suo nuovo film, “
Il Mondo Oltre”, dove ritrova, tra l’altro, la protagonista,
Francesca Inaudi, che qui realizza una sorprendente prova attoriale.
Ne “
Il Mondo Oltre” le due donne sono collocate al centro di uno scenario post-apocalittico, in un deserto non meglio precisato nel quale manca tutto (luce, viveri, carburante), dove vivono in completo isolamento e in un simbiotico (e conflittuale) rapporto, difendendosi da un mondo esterno pronto a distruggerle, se solo riuscisse a penetrare le barriere di un fortino dalle mura fragili: un’antica e ormai fatiscente fattoria, appartenuta da generazioni alla loro famiglia.
La tensione è continua, le minacce - vere o presunte - una costante dalle quali difendersi, lasciando lo spettatore nel dubbio tra l’esistenza di reali pericoli e il presunto stato di disagio mentale di una madre, sempre più fobica. La situazione si acuisce ancora di più quando, in questo scenario di solitudine e paranoia, di autosufficienza alimentare strappata all’aridità del deserto e di lotta per la sopravvivenza, irrompe la figura di un misterioso e affascinante ragazzo. Quest’ultimo metterà ancora più in crisi il rapporto tra le due donne, costringendo lo spettatore a immedesimarsi, da una parte con i sentimenti protettivi di una madre (una
Francesca Inaudi in stato di grazie) sopravvissuta in un mondo disastrato, dove (a suo dire) ci sono solo fame, violenza e morte; dall’altra con il desiderio di evasione della giovane Laura (
Demetra Bellina), che ha conosciuto il mondo solo come il riflesso dei racconti della madre e degli stantii libri che popolano il suo piccolo mondo, che adesso cerca l’amore e morde il freno per poter vedere con i suoi occhi cosa c’è al di là della cortina protettiva che le è stata eretta intorno.
Chi ha ragione tra le due? E’ solo la follia a determinare i comportamenti della mamma, oppure al di là della loro fattoria non sono rimaste che le macerie di un conflitto senza precedenti, che ha distrutto praticamente tutta l’umanità?
Il film, pur senza utilizzare la macchina degli effetti speciali delle grandi produzioni, è un thriller distopico molto ben costruito: per il livello di tensione sempre alto; i dubbi fino in fondo mai svelati tra le opposte verità; la credibilità di scenari post-apocalittici costruiti in location desertiche suggestive (il film è stato girato tra Roma e il deserto del Sahara); per un impianto narrativo che regge, tra il dramma esistenziale di una madre che vorrebbe salvare sé stessa e la figlia e il rapporto con ciò che sta fuori, un inquietante “mondo esterno” che virtualmente preme nel microcosmo delle due donne rischiando, in ogni momento, di mettere a repentaglio tutto.
Ma oltre al “mondo esterno” esiste un “mondo oltre”: chi è in realtà Marco (
Guglielmo Amori), il ragazzo che con il suo sorriso affabile irrompe nella vita delle due protagoniste? Cosa sono quei lacerti di antiche vestigia e di storici monumenti che la giovane Laura scopre nel suo viaggio verso la verità?
In un clima di estrema insicurezza verso il futuro, come quello che stiamo vivendo, minacciato da guerre di potere inimmaginabili fino a qualche anno fa, dove è tornato a farsi sentire il pericolo di un possibile conflitto nucleare, con la sua aura di morte e distruzione, il cinema torna a raccontare le paure esistenziali di un’umanità fragile, scenari distopici nei quali il genere umano è riuscito a distruggere tutto ciò che di bello aveva. Non resta quindi che cercare la salvezza “oltre” il visibile, nel sorriso e nello sguardo di una giovane donna che sogna l’amore.
11/07/2026, 18:35
Elisabetta Vagaggini