Note di regia di "Angustia"
"
Angustia" nasce come uno scrigno che racchiude una profonda storia di dolore, talento, musica e rinascita. Una relazione tossica infatti sgretola le fondamenta umane di Pamela, cantante innamorata del suo lavoro e della sua arte, intrappolata però in una relazione dove la mancanza di fiducia, l’oppressione e la gelosia la portano a sentirsi continuamente inadeguata, sbagliata e addossata della colpa di essere se stessa, e del sentirsi bene con il suo lavoro e la sua arte.
"
Angustia" non è solo una storia sull’amore tossico; è una storia che parla di Amore. Amore per sé stesse, per la musica e per la vita.
Pamela trova infatti solo internamente il coraggio e la forza per liberarsi da queste catene illusorie ma tangibili, scoprendo grazie a questa sua rinascita una persona con cui condividere, senza paura, le sue passioni e le sue emozioni.
Lo spettatore segue Pamela nella sua quotidianità come un osservatore impotente. Pamela è imperscrutabile eppure sempre vera, forte, passionale, e, anche nei momenti in cui ci appare fragile, lei riesce sempre a proteggere con tenacia la sua vera essenza.
La musica in "
Angustia" rappresenta tre momenti diversi per Pamela: il tentativo di evasione, la liberazione ed infine la rinascita.
Ogni fase ha in contrapposizione la realtà che la riporta ai suoi dolori, le sue paure e le sue oppressioni, Pamela ritorna sempre però con il cuore verso le note dei suoi brani, per salvarsi e tornare a respirare. La musica e l’arte, sono allo stesso tempo porto sicuro e mare di libertà che le permettono, nonostante le violenze e la costrizione, di non perdere mai la sua anima.
Da subito io e Pamela D’Amico ci siamo messi a lavorare insieme sul come trasmettere le sue emozioni e l’evoluzione del suo personaggio. Siamo entrati insieme nel mondo di Angustia, immedesimandoci nel suo ruolo e nelle paure che l’avrebbero devastata. È stata veramente eccezionale, è riuscita a capire bene il personaggio e a rifletterlo al meglio. Insieme alla produzione abbiamo modificato sul set alcune scene per renderle più naturali, il mio lavoro è stato quello di identificare al meglio i turbamenti descritti da Sara Paterniani e plasmarli sulla figura di Pamela. Ho cercato poi di trasmettere in questo corto il lato crudele ed inumano della violenza sulle donne, lasciando sempre uno spiraglio di luce, in rappresentanza della liberazione, e, appunto, la rinascita.
Voglio ringraziare Dream On per avermi dato questa possibilità nel raccontare un tema così complesso, ma allo stesso tempo delicato, nella mia opera prima.
Alessio Taranto