TOSCANA FILMMAKERS FESTIVAL 11 - "Dalla
Lana Alla Luna": Un altrove possibile
"
Dalla Lana alla Luna" è una formula magica di cui nessuno conosce il significato, una parola d'ordine che apre un passaggio tra il mondo che soffoca Carlotta e quello che potrebbe accoglierla.
La macchina da presa le sta addosso come gli sguardi delle persone che scherniscono il suo essere bambina in procinto di diventare donna. La vicinanza è claustrofobia, è costruzione del disagio di Carlotta di fronte allo spazio occupato dai corpi dei mostri familiari - la madre Benedetta, le coetanee così più 'giuste' - che la mdp lascia ingombrare il quadro, addosso a lei e a noi. La violenza abita nei piccoli gesti: una mano materna che corregge, le attenzioni delle amiche che scivolano nell'ostilità attraverso i frammenti di quegli stessi corpi. Una bocca che sa di caramella alla fragola. L'estraneità di Carlotta al proprio ambiente passa tutta da questa prossimità fisica, prima che da qualunque battuta di dialogo. Poi il realismo si incrina, ed emerge finalmente un altrove possibile, abitato dal ballerino.
Apparizione che non spiega se stessa ma s'insinua leggiadra tra gli sguardi e i giudizi, secondo la grammatica del realismo magico, portando con sé lo straordinario senza chiedere permesso. Per Carlotta è la prova vivente che un corpo può occupare lo spazio per scelta propria, invece di subirlo. Il film è prodotto dalla casa indipendente Dianto Film, con il sostegno di una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso, e ha debuttato in anteprima mondiale in concorso alla 31ª edizione di Visioni Italiane, il festival della Cineteca di Bologna.
13/06/2026, 16:08
Olivia Fanfani