Note di regia di "Ampio Appartamento in Palazzo di Pregio"
Per quattro anni abbiamo vissuto in un malandato e accogliente appartamento di Palazzo Roccella: un maestoso edificio del Cinquecento nel centro storico di Palermo. Caduto in rovina il palazzo, a partire dal secondo dopoguerra, ha accolto al suo interno inquilini di ogni estrazione sociale. Raccontarne la vendita e lo svuotamento ha significato testimoniare, da un punto di vista unico, il cambiamento di un'intera città lanciata a velocità vertiginosa alla rincorsa di un posto al sole nella stagione dell’iperturismo, tra “street food” e B&B. Consapevoli del rischio di impoverimento antropologico che sta vivendo il centro storico di Palermo, abbiamo scelto di raccontare questo cambiamento adottando uno sguardo intimo e contemplativo. È stata mantenuta una rigorosa unità di luogo del racconto, sfruttando il Palazzo come un avamposto sulla trasformazione di Palermo: la città emerge come sfondo sonoro e visivo in contrapposizione al tempo immobile del Palazzo, del suo respiro lento, delle sue storie nascoste. Così facendo ci siamo mossi in un territorio in cui si fondono tra loro documentario osservativo puro e film di fantasmi. Nel film abbiamo raccontato diversi confini; vissuto da chi attende uno sfratto; quello di un luogo pieno di storie, il Palazzo, che si prepara a cambiare pelle e trasformarsi in un condominio di pregio; quello di una città che cambia rapidamente, mettendo a rischio l’eterogeneità del suo prezioso tessuto sociale. C’è poi, più sottile ma non per questo meno sentito, un quarto confine: uscire dal Palazzo ha significato per noi due lasciare la casa dei nostri anni da studenti, in cui era ancora lecito chiedersi “ chi saremo da grandi? ”. Sentirci sulla soglia tra due età̀ ha agito come cassa di risonanza di tutti i cambiamenti a cui abbiamo assistito.
Tiziano Locci, Tito Puglielli