MICIDIALE - Note a margine di un cinema autoprodotto
Diego Bonuccelli è un regista versiliese di trentadue anni che fa film da quando ne aveva venti, con i propri soldi e quelli di chi crede nei suoi progetti. Ha costruito nel tempo una filmografia irregolare ma tenace, che dal cortometraggio è approdata al lungo d’azione. Il tutto sotto l'etichetta della sua casa di produzione, Goodbirds Film, che nella pratica coincide quasi sempre con lui stesso.
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Micidiale" è il suo sesto lungometraggio, settanta minuti girati con un budget dichiarato di cinquemila euro, coperti in parte da sponsor locali. La sua è una figura che non delega quasi nulla: scrive, dirige, monta, fotografa, cura il suono e firma parte delle musiche. Una scelta che dice tanto dell'indole del progetto, e altrettanto dei suoi limiti.
Il film è un dramma d'azione che si svolge interamente tra le montagne versiliesi, lontano da qualsiasi centro abitato. Il punto di partenza è una rapina finita male: un uomo ferito fugge dai suoi “complici” e trova rifugio presso un contadino di montagna. Da lì la storia si allarga, il contadino non fa domande, è un vecchio abituato al silenzio, al tipo di silenzio che si porta dietro qualcosa di sepolto da anni. Quando arriva la figlia dall'estero, quel silenzio comincia a scricchiolare. Nel frattempo i banditi risalgono la montagna, mentre un frate entra ed esce dalla scena con la leggiadria di un ninja guaritore. La storia si ingolfa, riparte, si ingolfa ancora, fino al finale dove Bonuccelli gioca le carte più ambiziose - effetti speciali compresi - con una disinvoltura che sorprende rispetto ai mezzi dichiarati.
Sul piano formale le musiche sono la scelta più riuscita, accompagnano la narrazione con intenzione precisa e sostengono i cambi di ritmo meglio di quanto riescano a fare alcuni tra i dialoghi più sospirati, che puntano all'epico senza sempre trovare il registro giusto.
Quello che rimane, alla fine, è l'impressione di un cinema che si fa largo a spallate, con i margini che un lavoro così artigianale inevitabilmente si porta dietro, con una costanza che non passa inosservata.
20/05/2026, 09:37
Olivia Fanfani