A SCHERMO PIENO - Una nuova mostra al Museo del cinema di Torino
La mostra
A schermo pieno. Elementi di paesaggio nel cinema italiano, a cura di Sergio Toffetti - al Museo Nazionale del Cinema di Torino dal 21 maggio al 24 agosto 2026 -, è un viaggio attraverso le stazioni di servizio AGIP raccontate dal cinema italiano, una sorta di cartografia che mostra l’evoluzione del paesaggio e la trasformazione di stile di vita, sogni e bisogni individuali e collettivi.
A partire dagli anni ‘30 le stazioni di servizio punteggiano il paesaggio di nuovi luoghi obbligati nei percorsi quotidiani, all’inizio visitati da un’élite ristretta o da professionisti della strada, poi da masse di automobilisti: frequentate dal cinema fin dall’inizio, diventano progressivamente set integrati nella struttura dei film.
Un distributore AGIP apre nel 1943 Ossessione di Visconti, trasformando le nebbie della Bassa Padana nell’America della Grande Depressione e anticipando il neorealismo. In una notte de La dolce vita punteggiata da una fila di distributori AGIP come in un quadro di Hopper, Mastroianni guarda Anita Ekberg morbidamente abbandonata sui sedili di una spider. Sogno felliniano che Dino Risi riporta al quotidiano ne Il Sorpasso, quando Vittorio Gassman saluta l’icona del boom economico: “Il cane a sei zampe, miglior amico dell’uomo a quattro ruote”.
La scena al distributore di benzina incornicia le avventure di Stefania Sandrelli in La bella di Lodi; inquadra Gian Maria Volonté ne Il Caso Mattei; fa da quinta ai mattatori della commedia: da Ugo Tognazzi in La voglia matta a Walter Chiari in Il Giovedì; dal comico intellettual-popolare di Bianco, Rosso e Verdone alle “lezioni di pieno” dell’ironico benzinaio di Così parlò Bellavista. La stazione di servizio diventa set di un road movie come Turné di Gabriele Salvatores o delle notti selvagge di Velocità massima di Daniele Vicari. E “apre” al mondo e alla vita il finale riconciliato de La stanza del figlio di Nanni Moretti.
16/05/2026, 20:56