Note di regia di "L'Eta' dell'Oro" di Bérenger Thouin
"<)>L’Età dell’Oro" abbraccia gran parte del Novecento. Conosciamo bene gli eventi che hanno segnato questo secolo, le sue guerre, i suoi movimenti sociali, le sue trasformazioni economiche, la sua corsa al progresso tecnico, scientifico e militare. Quella che, invece, conosciamo meno è la storia vista dal basso, i cui protagonisti sono uomini e donne ordinari che hanno vissuto la propria vita immersi nel loro tempo, senza la prospettiva storica di cui possiamo godere noi oggi, e quindi senza una bussola per guidare le loro scelte. È questa seconda storia che ‘L’età dell’oro’ racconta. Come molte persone della mia generazione, ho la sensazione che le traiettorie vitali delle mie nonne e bisnonne siano state bloccate. Da «figlie di», sono diventate «mogli di» poi «madri di» e la storia delle loro vite non è giunta fino a noi, perché ritenuta indegna di essere trasmessa o perché loro stesse non hanno nemmeno avuto la possibilità di viverla, costrette com’erano a seguire una traiettoria prestabilita
Dietro la mia passione per Jeanne c’è un interesse per il fuori campo conservato negli archivi. Quante donne del popolo, sballottate dalla grande Storia, vediamo scorrere nelle immagini d'archivio, spesso sullo sfondo, spesso accanto a uomini, oppure perse nel tutt’uno dell'anonimato di un gruppo di donne, operaie, infermiere, lavandaie? Nelle immagini giunte fino a noi dell'inizio del secolo, è raro vedere una donna comune filmata da sola, in full-frame, con l’intenzione di mostrare lei e soltanto lei. Con Virginie Legeay, abbiamo concepito Jeanne a partire da questa immagine mancante. Seguendola attraverso il XX secolo, ho voluto prendere una strada secondaria nella grande Storia.
Bérenger Thouin