GIORGIO CANALI - "Matteo Berruto ha filmato il mio
mondo, sia quando mi muovo, sia quando sto fermo"
Come è avvento l'incontro con Matteo Berruto per realizzare il docu-film "Con la Pioggia Dentro"?
Giorgio Canali: Arrivato al Monk di Roma, per un concerto, mi hanno avvertito che qualcuno voleva incontrarmi per parlarmi di un progetto su di me, per un film. Ho subito pensato: "
a chi interesserà?". Li ho conosciuto Matteo Berruto, e da li è partito il tutto.
Come è stato stare davanti la macchina da presa?
Giorgio Canali: Non è semplice seguirmi... Vivo alla giornata e cambio spesso i miei piani. Alla prima ripresa di un mio concerto e dei Rossofuoco, il regista è arrivato con una troupe di tre telecamere, è stato strano. Le riprese si sono, poi, spostate a Correggio, nell'appartamento dove ho vissuto per cinque anni, e che stavo per lasciare, l'ennesimo trasloco della mia vita. A Correggio mi sentivo quasi in "galera", è un paese piccolo, non come Firenze, Parigi o Roma, dove avevo abitato in passato. Venticinquemila abitanti, che vivono per la plastica, l'industria preminente del luogo. Nel docu-film mi vedete, all'inizio, mentre avviene il trasloco, quando impacchetto i miei effetti personali. Altri li ho buttati, portandomi dietro solo l'indispensabile. Mi piaceva questa componente di "scarico" delle cose. Con Berruto siamo stati praticamente appiccicati per tre anni, tanto sono durate le riprese. E' stato discreto e mi ha fatto sentire a mio agio, naturale, anche se inizialmente ho un po' recitato, ma poi mi sono "sciolto". La presenza della telecamera non mi ha infastidito, alla fine ero io. In questo lungo periodo abbiamo condiviso insieme tante cose, viaggi, incontri ed abbiamo realizzato anche dei videoclip delle mie canzoni. Ha filmato il mio mondo, sia quando mi muovo, sia quando sto fermo. A volte nelle immagini mi sembro triste, forse, porto il peso dei miei anni (n.d.r. 65 nel 2023), chissà...
Matteo Berruto ha affermato che sei un "personaggio cinematografico"...
Giorgio Canali: Questa cosa me l'hanno detta in molti, compreso il regista Davide Ferrario, che mi voleva per un suo film, che all'epoca non era riuscito a realizzare e che, poi, ha girato anni dopo dal titolo "Tutta Colpa di Giuda", dove nel cast è presente Cristiano Godano, al suo debuttato come attore, interpretando il ruolo di un artista di teatro che lavora a una Passione di Cristo in carcere.
In "Con la Pioggia Dentro" emerge il tuo rapporto con la musica dal vivo...
Giorgio Canali: Per me il palcoscenico è tutto. Faccio dischi per fare concerti. I live sono la mia dimensione, un posto dove sto molto bene. A volte, come emerge nel docu-film, parto anche da solo, senza la mia band, i Rossofuoco, anche se nel 99% dei casi mi seguono sempre, per suonare anche in luoghi lontani.
Hai un aneddoto, in particolare, che ricordi nella lavorazione del docu-film?
Giorgio Canali: Sinceramente no... Con Matteo Berruto abbiamo a volte discusso per cose stupide. In particolare sul ritorno a Villa Pirondini, luogo in cui abbiamo concepito l'album "Epica Etica Etnica Pathos” dei CCCP, perchè non rappresenta, per me, il ricordo migliore della mia vita e lo spiego nel docu-film. Avrei dedicato a questo passaggio del film massimo un minuti e mezzo e non quasi cinque 5 come nel montaggio finale...
Nel film emerge, infatti, questo tuo strano rapporto con il passato... Eviti, quasi, di parlarne...
Giorgio Canali: Mi sta molto antipatica la nostalgia... Preferisco raccontarmi nel presente o nel futuro. Il presente c'è adesso, non è un'invenzione. Parlare del passato porta a costruire, molte volte, degli universi agiografici. Non mi spaventa il contemporaneo e la tecnologia, l'ho sempre usata, anche se alcune cose come i social media, sono aberranti.
Cosa hai pensato quando hai visto il film "finito"?
Giorgio Canali: Che c'erano cose che si potevano tenere ed altre che si potevano tagliare. Ho lasciato libero Matteo Berruto, perchè il film è suo. Sono molto soddisfatto del risultato finale.
16/05/2026, 07:48
Simone Pinchiorri