TULIPANI DI SETA NERA 19 - “Senza Lasciare Nessuno Indietro”:
La dignità ritrovata nel cuore dell’Amazzonia
Presentato alla rassegna Tulipani di Seta Nera 2026, il documentario "
Senza Lasciare Nessuno Indietro". Marituba, una storia di sviluppo per il bene comune” di Andrea Sperotti si inserisce con forza e sensibilità nel panorama del cinema sociale contemporaneo, raccontando una storia poco narrata: quella della rinascita di Marituba, in Brasile.
Marituba è stata per lungo tempo una colonia destinata all’isolamento dei malati di lebbra, dove le persone venivano mandate non tanto per essere curate, quanto per essere isolate dai membri sani della società. Fondata il 15 gennaio 1942, Marituba porta su di sé le cicatrici di una storia segnata dall’esclusione e dalla paura.
Qui i malati venivano identificati con un numero e perdevano il nome e l’identità. All’epoca il pregiudizio era forte: “quando una persona aveva una macchia, si guardava subito se fosse malata di hanseniasi, che al tempo era chiamata lebbra”, ha dichiarato un signore intervistato.
Il documentario però non si limita a rievocare il passato: sceglie piuttosto di accompagnare lo spettatore dentro un processo di trasformazione concreta, dove la marginalità lascia spazio alla partecipazione e alla dignità.
Il punto di svolta si ha con l’arrivo del dottor Marcello Candia, che dedica tutta la sua vita alla causa e avvia un progetto fondamentale per la comunità locale. Poi, grazie alla collaborazione del vescovo Aristide, nel 1980 la colonia viene aperta. Da lì inizia un vero e proprio processo di evoluzione per la comunità.
Il cuore del documentario racconta questo processo: il lavoro congiunto della comunità locale, delle istituzioni e dei missionari e volontari – in particolare della Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza - che hanno contribuito a trasformare Marituba da ex lebbrosario in un modello di sviluppo umano integrale, un laboratorio-comunità. Non si tratta solo di assistenza sanitaria o supporto materiale, ma di un percorso più ampio che coinvolge educazione, inclusione sociale e autonomia. Diventa anche un grande esempio di ecologia integrata: ai bambini e alle bambine viene insegnata educazione ambientale e tutti i progetti si impegnano per lavorare con energie rinnovabili e a favorire il riciclo.
Inoltre, Marituba è stata per lungo tempo una delle città con il più alto tasso di violenza domestica dello Stato. Grazie all’impegno di molte donne e dell’amministrazione locale è nata la “Segreteria delle Donne”, uno spazio sicuro dove molte possono trovare rifugio.
Visivamente, il contrasto tra il passato e il presente emerge anche attraverso l’ambientazione: la natura amazzonica, rigogliosa e avvolgente, diventa quasi metafora della rinascita, mentre gli spazi della vecchia colonia raccontano silenziosamente una memoria che non può essere dimenticata.
Sperotti costruisce una narrazione sobria ma incisiva, evitando ogni retorica. La macchina da presa si muove tra volti, ambientazioni, testimonianze dirette e foto storiche, restituendo umanità ai protagonisti senza mai spettacolarizzare la sofferenza. Il risultato è un racconto autentico, che trova la sua forza proprio nella semplicità e non gioca sull’evocazione della pietà.
Coinvolge in modo misurato, senza ricercare effetti speciali e senza stupire, ma semplicemente raccontando una realtà poco nota ai più. Forse risulta a tratti un po’ appesantito dalla ridondanza dell’aspetto religioso della comunità, enfatizzato rispetto al progresso medico-scientifico.
“
Senza Lasciare Nessuno Indietro” è un’opera che invita a riflettere sul significato più profondo di comunità. Il titolo non è solo una dichiarazione d’intenti, ma una linea etica che attraversa tutto il film: nessuno deve essere escluso, nessuno dimenticato.
Un documentario che colpisce per la sua capacità di coniugare denuncia e speranza, memoria e futuro, e che lascia nello spettatore una domanda essenziale: cosa significa davvero includere?
29/04/2026, 12:42
Marta Bello