TULIPANI DI SETA NERA 19 - "Il Tonfa è Nostro Alleato":
memoria e responsabilità sul G8 di Genova
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Il Tonfa è Nostro Alleato” è un breve documentario diretto dal giovane Federico Ruggieri, in cui affronta la memoria del G8 di Genova, venticinque anni dopo la morte di Carlo Giuliani. In venti minuti circa, offre uno spaccato su ciò che avvenne in quei giorni, dai manifestanti entusiasti in treno per raggiungere la città, fino all’escalation degli eventi catastrofici avvenuti in Piazza Alimonda. Il corto è in concorso al
Festival “Tulipani di Seta Nera”.
La ricostruzione è efficace nell’offrire un assaggio di quei giorni grazie alla possibilità avuta dal regista di consultare degli archivi storici ricchi di materiale fotografico, video, scritti, intercettazioni.
Il documentario non è accogliente, è scomodo. E non è solamente un cortometraggio che guarda al passato: è un lavoro che riapre una ferita collettiva ancora lontana dall’essere rimarginata. Ruggieri sceglie di farlo con uno sguardo che non pretende neutralità assoluta, ma nemmeno cede a una narrazione puramente militante. Il risultato è un equilibrio fragile, e proprio per questo interessante.
Il regista, infatti, prova a considerare tutti i punti di vista e, forse, a comprenderne le motivazioni.
Le immagini - spesso già sedimentate nell’immaginario collettivo - vengono riorganizzate attraverso un montaggio che non cerca solo di informare, ma di interrogare. La voce narrante diventa così uno strumento critico: non guida lo spettatore verso una verità definitiva, ma lo accompagna dentro un territorio fatto di dubbi, contraddizioni e frammenti di memoria. Dalla testimonianza di un carabiniere, stordito dalla violenza dei suoi colleghi, che a un certo punto afferma: “c’era sangue ovunque, era una macelleria a cielo aperto”, a quelle dei manifestanti, prima gioiosi, poi presi in ostaggio dalle forze dell’ordine, terrorizzati e malmenati.
Fino ad arrivare al momento clou: l’omicidio di Carlo Giuliani.
Il suo corpo esanime, a terra, viene mostrato a lungo, senza timori. I manifestanti allontanano la polizia dal luogo del delitto, feriti, piangenti: “Guardate cosa avete fatto!” gridano, “Onoriamo la memoria del compagno”, sussurrano. E su quel pezzo di asfalto rosso, vengono messi decine, centinaia di fiori, in ricordo del ragazzo che aveva solo ventitré anni.
Il cuore del cortometraggio sta nella riflessione sulla violenza e sull’abuso di potere. Ruggieri non si limita a mostrare ciò che è accaduto: prova a mettere in discussione il modo in cui quegli eventi sono stati raccontati, filtrati, talvolta distorti.
Il titolo stesso - provocatorio, quasi disturbante - funziona come una chiave di lettura: il tonfa (cioè il manganello), simbolo di controllo e repressione, diventa metafora di una narrazione che ha cercato legittimazione.
Uno degli aspetti più riusciti del lavoro è proprio la prospettiva generazionale. Ruggieri appartiene a chi il G8 non lo ha vissuto in prima persona, ma ne ha ereditato le immagini e le conseguenze. Questo scarto temporale si traduce in uno sguardo meno immediato, forse, ma anche più analitico. Non c’è il bisogno di testimoniare in prima persona, bensì quello di capire - e di far capire - come certe dinamiche si siano radicate nella coscienza collettiva.
Dal punto di vista stilistico, il corto evita l’eccesso di retorica, anche se a tratti rischia di rimanere sospeso tra il desiderio di oggettività e la necessità di prendere posizione. È proprio qui che si gioca la sua tensione più interessante: nel tentativo, non sempre risolto, di restituire complessità senza semplificare. Il progetto dimostra una consapevolezza rara per un’opera di questo formato.
Non cerca di chiudere il discorso sul G8, ma di riaprirlo, invitando lo spettatore a riconsiderare ciò che credeva di sapere.
A simboleggiare tutto questo è l’intercettazione radio del 21 luglio 2001, con cui si chiude il documentario: una marescialla comunica con un carabiniere, ed entrambi ridono della morte di Giuliani e lo sbeffeggiano.
Non è un’opera rassicurante. È un lavoro che disturba, che mette in crisi, che chiede attenzione e responsabilità. E forse è proprio questo il suo valore più grande: ricordarci che certe pagine della storia non possono essere mai archiviate.
21/04/2026, 15:48