CORPI MUTANTI - Il cinema per raccontare l’evoluzione
della fisicità nella storia del Novecento
E’ un progetto molto ambizioso “
Corpi Mutanti”, il nuovo film di
Walter Bencini: propone, infatti, una rilettura della storia moderna e contemporanea, attraverso il filtro della concezione e rappresentazione della fisicità delle persone. Nelle arti, nella politica, nella società, nelle leggi che, in ogni epoca, hanno condizionato le libertà individuali.
Dalla rivoluzione industriale alle innovazioni tecnologiche e le nuove libertà di inizi ‘900, poi l’affermarsi dei regimi totalitari, passando per i movimenti pittorici e le avanguardie artistiche novecentesche: per ogni fase storica, dalla fine del XIX secolo fino agli anni recenti, il film “
Corpi Mutanti” propone una riflessione su come le diverse ideologie, movimenti politici e artistici abbiamo influenzato la possibilità di espressione dei corpi, le libertà di movimento ed espressione degli stessi, le rappresentazioni nei più diversi contesti.
Un’opera che ha il merito di essere molto originale e che alterna le riprese di tipo documentaristico con frammenti di danza contemporanea, a suggello evocativo dei contenuti espressi, rappresentati sullo schermo grazie ad una disciplina, la danza, che per prima dà spazio all’espressione corporea.
Il film si divide in quattro capitoli: “corpi da rigenerare”, “la riscoperta del corpo”, “il corpo del soldato”, il “corpo politico e il corpo sociale”, ai quali si aggiunge un epilogo. In scena, ad intervallare le immagini originali o di archivio - queste ultime messe a disposizione dall’Istituto Luce Cinecittà - ci sono le coreografie di cinque danzatori, che interpretano ciò che la storia ha consegnato ai posteri. Con un filo conduttore: la raffigurazione dell’evoluzione (o involuzione) data dalle diverse epoche e ideologie che si sono susseguite, come indica la parola “mutanti” del titolo stesso del film. Virilità e omosessualità, femminilità e potere, guerra e bellezza, salute e malattia, sono condizioni che hanno trovato, nello scorrere del tempo, diverse interpretazioni.
Un film, “
Corpi Mutanti”, difficile da classificare in un genere classico, sicuramente ben realizzato e molto interessante per le riflessioni che propone. Anche se il racconto della Storia recente attraverso il filtro della concezione dei corpi è un capitolo talmente vasto, da dare l’impressione che l’opera abbia dovuto, gioco forza, affrontare solo una piccola parte di ciò che nel tempo si è verificato, sul fronte di questo argomento. Tanto ci sarebbe ancora da dire e tanto da analizzare: il merito di Walter Bencini è proprio quello di aver dato inizio ad un percorso di analisi su un tema di cui non si parla quasi mai, proficuo anche per la riappropriazione di identità e libertà da parte di chi, nel corso del tempo, è stato oggetto di limitazioni.
Il film debutta il 23 aprile 2026 sera al Cinema Masaccio di San Giovanni Valdarno alla presenza del regista, per poi iniziare a maggio la circuitazione nelle sale accompagnato dallo stesso regista, affiancato di volta in volta da storici, filosofi, storici dell’arte per raccontare agli spettatori il lavoro svolto nella rilettura della complessa storia del Novecento, attraverso i mutamenti nella concezione del corpo e di come il potere abbia agito per controllarlo.
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Ho sentito la necessità di capire il presente ma anche il futuro" - sottolinea
Walter Bencini - "
indagando nel passato storico e ideologico, della prima metà del Novecento: il periodo della seconda rivoluzione industriale, il secolo delle masse e dei totalitarismi, in cui viene concepita l’idea di “Uomo Nuovo”. E ho scoperto che ci sono molte analogie con il presente, ma anche zone d’ombra e prospettive dimenticate molto interessanti".
22/04/2026, 08:03
Elisabetta Vagaggini