Note di regia di "Colpa dei Sensi"
Il progetto di “
Colpa dei Sensi” lo coltivavamo da tempo con Ricky. Anni fa scrivemmo una serie di racconti che partivano proprio dall’idea che i sensi — l’udito, la vista, l’olfatto, il tatto e il gusto — guidassero la nostra vita e, in qualche modo, decidessero per noi. Tra i sensi includevamo naturalmente anche la sensualità, la passione: quella irrefrenabile e ineluttabile che può sconvolgere la vita di due persone. Accanto a questi riveste un ruolo fondamentale anche il senso di colpa fondamento della serie.
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Colpa dei Sensi" è stata l’occasione non solo per raccontare una storia di amore e vendetta, ma anche per dipingere lo spaccato di una società ricca ma infelice, proprio perché preda dei propri sensi. Volevamo cercare una narrazione fatta di dialoghi fitti e serrati, e una regia che accompagnasse e trascinasse lo spettatore senza dargli il tempo di razionalizzare; spingerlo quindi a seguire l’istinto e i propri sensi, con il giusto ritmo e l’alternarsi di momenti dal tono e dalla messa in scena puramente action ad altri più romantici e sentimentali.
Abbiamo riunito un cast tecnico e artistico di grande spessore, che dopo il lavoro di scrittura insieme a Graziano Diana e Matteo Bondioli, ha permesso di creare un prodotto audiovisivo di grande qualità e valore produttivo. Lo stesso si può dire dei nostri due protagonisti (Gabriel Garko e Anna Safroncik, coppia collaudata con i quali abbiamo già condiviso il successo televisivo di “Se potessi dirti addio”) che possiedono una bellezza naturale e magnetica, perfetti per incarnare una passione a cui non si può resistere, così come il desiderio di fare luce — e forse di vendicarsi — su chi ha ucciso tua madre e incastrato tuo padre.
Insieme alla coppia dei protagonisti troviamo Lina Sastri, che interpreta una straordinaria mater dolorosa, Tommaso Basili nei panni del marito e terzo polo sentimentale, l’integerrimo commissario Francesco Venditti, il bramoso avvocato Lorenzo Lavia, la frizzante amica Giorgia Würth.
Il fascino ricercato tanto nella storia quanto nel cast, viene riflesso anche nella scelta delle location: le case affrescate sul porto, il Teatro dell’Aquila di Fermo, il Museo Archeologico di Ancona e il suo terrazzo. Ambienti essenziali a sostenere la nostra visione e idea di regia e narrazione. Tutto ciò è stato amplificato dalla fotografia di Tani Canevari, con cui abbiamo realizzato tanti film, e Marco Pieroni che sono riusciti a ricreare una luce abbagliante e smagliante tale da valorizzare al massimo i luoghi, i volti e gli stati d’animo del racconto.
La chiamiamo fiction per brevità, ma per noi sono tre film. Forse perché abbiamo fatto tanto cinema, forse perché la nostra co-regia nasce da una collaborazione profonda tra il maschile e il femminile: tutto questo entra nelle inquadrature. Sarà che il criterio di scelta per dare la “buona” a una scena è quasi sempre il brivido che ci attraversa, in modo quasi gemellare. Ricky si muove nella sfera della razionalità, io invece mi faccio trasportare dall’istinto. Se durante la recitazione degli attori mi vengono i brividi, anche se esiste una versione migliore, io dico buona: mi lascio guidare, come dice il titolo, dai sensi.
Sìmona Izzo e >I>Ricky Tognazzi