MORBO K - CHI SALVA UNA VITA, SALVA IL MONDO INTERO - Gli
orrori del nazismo, antidoto contro la violenza di oggi
La serie RAI “
Morbo K - Chi Salva una Vita Salva il Mondo Intero”, diretta da
Francesco Patierno, in onda il 27 e 28 gennaio 2026 su Rai 1, torna a raccontare le drammatiche vicende della Seconda Guerra Mondiale, la persecuzione razziale nei confronti degli Ebrei e le loro deportazioni nei campi di sterminio. Vicende che hanno riguardato tutto il territorio nazionale e che hanno colpito duramente Roma e la sua importante comunità ebraica, dove è ambientata la fiction.
La telecamera di Patierno si sofferma e racconta al pubblico una vicenda particolare, simbolo di quei gesti di solidarietà della cittadinanza nei confronti di chi in quel momento era oggetto di discriminazione e odio, a cui facevano da contraltare i comportamenti di quanti, invece, denunciavano, erano conniventi con il nemico, aderivano alle folli ideologie naziste.
La mini-serie è liberamente ispirata ad una vicenda realmente accaduta durante l’occupazione nazista a Roma, quanto un gruppo di medici dell’ospedale Fatebenefratelli inventa di sana pianta il “
Morbo di K”, una malattia fittizia e altamente contagiosa, che riesce a tenere lontani i soldati nazisti e ad evitare così la deportazione di molti Ebrei romani.
In questo microcosmo, vengono alla luce alcuni personaggi chiave, come i membri della famiglia Calò, il dottor Prati che guida l’equipe al Fatebenefratelli, il giovane dottor Prestifilippo, che si innamora della bella e giovane Silvia Calò, il piccolo Marcolino, il nonno Marco. E ancora il Colonnello Kappler, i suoi sottoposti, e un parterre di personaggi che completa la coralità del racconto, tutti molto ben azzeccati.
La qualità della mini-serie, che colpisce fin da subito, è infatti l’estrema attenzione del regista e della produzione, nel ricreare la veridicità di quel periodo storico, lavoro cui è sottesa una ricerca quasi maniacale di location, abitazioni, ambientazioni, arredamenti, costumi di scena che si attagliano perfettamente alle vicende raccontate. E a colpire ancora di più è la scelta perfetta degli attori, che rendono viva, credibile e ineccepibile la fiction, tra cui Giacomo Giorgio, Vincenzo Ferrera, Marco Fiore, Dharma Mangia Woods, Christoph Hulsen, Flavio Furno, Luigi Diberti e Antonello Fassari, attore quest’ultimo di grande esperienza, scomparso lo scorso aprile, che nella fiction fa la sua ultima, eccellente, interpretazione.
Nessun film riuscirà mai a restituire fino in fondo, sul piccolo o sul grande schermo, la brutalità degli orrori della guerra e delle persecuzioni razziali. Ma “
Morbo K”, che verrà presentato in occasione della Giornata della Memoria, si situa tra le opere che sicuramente fanno più riflettere e comprendere la portata drammatica di quei momenti.
Tra le vicende della fiction che più colpiscono, quella del tranello che i nazisti tendono agli Ebrei romani: Kappler, capo delle SS di stanza a Roma, minaccia la comunità ebraica chiedendo un tributo in oro: cinquanta chili per non essere deportati. Un ricatto mostruoso che si rivelerà essere soltanto un imbroglio, un tributo economico altissimo, chiesto proprio a chi si sta per uccidere.
E’ importante continuare a raccontare le abiezioni che il genere umano è stato in grado di attuare nel corso del secondo conflitto bellico? Sicuramente sì. Specialmente se si considera che i virus della violenza, del razzismo e della prevaricazione non sono mai definitivamente sconfitti - come forse ci eravamo illusi che avvenisse - e ancora oggi, milizie speciali vengono assoldate da chi governa in modo dispotico, per fare piazza pulita di immigrati e povera gente, con una immunità assoluta, anche se si uccide a bruciapelo una giovane donna del tutto innocua, che sta facendo retromarcia per andarsene per proprio conto. Quando la memoria si ricollega così drammaticamente alla realtà di oggi, è importante continuare a raccontare e riflettere.
22/01/2026, 10:32
Elisabetta Vagaggini