ZVANI'. IL ROMANZO FAMIGLIARE DI GIOVANNI
PASCOLI - Un biopic coraggioso
Dopo un fugace passaggio nelle sale, ecco ora in onda su Rai Uno, il nuovo film di Giuseppe Piccioni, “
Zvani - Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli”. Coraggiosamente Piccioni mette a punto un “biopic” (che vanno tanto di moda) su uno di quei poeti che tutti abbiamo studiato a scuola, magari controvoglia. Era giusto che un autore raccontasse la storia di un poeta tormentato, schiacciato e compresso tra il fuoco dell’arte della poesia e i drammi familiari come il misterioso omicidio del padre o il complesso rapporto con le sorelle, Ida e Mariù.
Non è un caso che il regista ascolano, classe 1953, abbia speso buona parte della sua carriera nel raccontare l’animo femminile. Come non ricordare quel “gioiellino” di “Chiedi la luna” uscito nel 1990 che consacrò una giovane attrice chiamata Margherita Buy, protagonista di quasi tutti i suoi film compreso un ritratto confidenziale intitolato semplicemente “Margherita”. E quando non c’è stata lei nel cinema di Piccioni, ci sono state Sandra Ceccarelli in “Luce dei miei occhi”, Valeria Golino in “Giulia non esce la sera”, Benedetta Porcaroli in “L’ombra del giorno” che ritroviamo con piacere anche in “Zvani” (il titolo fa riferimento al soprannome con cui veniva chiamato il giovan Pascoli nei primi anni di vita).
Presentato all’ultima edizione della mostra del cinema di Venezia, il film ripercorre la vita dell’autore di “Cavallina storna”, intrisa di quella rabbia che lo hanno portato a battersi contro le ingiustizie, soprattutto negli anni dell’università, proteggere i più deboli, farsi scudo per i propri membri della famiglia, segnati da profonde tragedie. Ed anche competere con l’altro grande poeta di quegli anni, Giosuè Carducci, interloquire con un certo Gabriele D’Annunzio. Ma Piccioni non è solo un regista sensibile ed elegante, caratteristiche sempre presenti nella sua filmografia, Piccioni ha dalla sua uno spiccato intuito nel comporre cast di ottimo livello.
Un bravo Federico Cesari è Giovanni Pascoli, a cui fanno da contorno Benedetta Porcaroli e Liliana Bottone nei ruoli delle due sorelle che avranno un forte peso nella vita del poeta. E per rendere più accattivante quel racconto di una vita che pare davvero un romanzo, Piccioni sceglie l’espediente del flashback, spesso abusato dal cinema ma in questo caso azzeccatissimo. Un racconto a ritroso tra storia e memoria, mentre un treno a vapore riporta la salma di Pascoli da Bologna a Castelvecchio. Entreranno in scena tutti gli “attori” della vita di Pascoli, come in un feuilleton d’appendice, ma senza l’insopportabile retorica che ha contraddistinto quel genere.
Piccioni si conferma capace di intuire e raccontare le sfumature dei sentimenti con quello stile garbato che poco appartiene al cinema italiano. Se in sala lo scorso novembre gli incassi sono stati irrisori come era facile prevedere, al passaggio in tv potrebbe essere un successo in termini d’ascolto, per la curiosità che ancora suscita la figura di uno dei poeti più importanti di fine ottocento, inizi novecento. A conferma del valore didattico che ancora possiede il cinema d’autore come quello di Giuseppe Piccioni.
04/01/2026, 17:50
Federico Berti