TORINO FILM FESTIVAL 43 - Tre premi per "Bobò"
Tre premi per
Bobò di Pippo Delbono al 43° Torino Film Festival. Il documentario sulla straordinaria vita di Vincenzo Cannavacciuolo – 46 anni nel manicomio di Aversa, poi diventato protagonista del teatro internazionale – ha conquistato giurie diverse per sensibilità e provenienza, tutte unite nel riconoscere la portata umana, artistica e civile di questo film.
I TRE RICONOSCIMENTI
MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA CONCORSO INTERNAZIONALE DOCUMENTARI
La Giuria ufficiale del concorso internazionale documentari del TFF43 – composta da Giovanna Gagliardo, Gianluca e Massimiliano De Serio e Orkhan Aghazadeh – ha assegnato a Bobò una Menzione Speciale con questa motivazione:
"Siamo grati alla saggezza che c'è nella follia."
Una frase che racchiude l'essenza del film: il riconoscimento che chi la società definisce "folle" o "diverso" porta spesso con sé una verità profonda, uno sguardo sul mondo che ci manca. Bobò, uomo sordomuto rinchiuso per quasi mezzo secolo, è diventato maestro inconsapevole di presenza scenica, di umanità, di resistenza.
PREMIO INTERFEDI PER IL RISPETTO DELLE MINORANZE E PER LA LAICITÀ
Assegnato dalla Giuria Interfedi, promossa dalla Chiesa Valdese e dalla Comunità Ebraica di Torino, con il patrocinio del Comitato Interfedi della Città di Torino. La giuria – composta da Chiara Levi (Comunità Ebraica), Walter Nuzzo (Comitato Interfedi) e Andrea Rotondaro (Chiesa Valdese) – ha scelto Bobò con questa motivazione:
"Racconto di dignità ed inclusione, che, superando i giudizi di valore della società, dà voce a chi non l'ha avuta, trasforma l'invisibilità in presenza, l'esclusione in arte, la sofferenza e l'emarginazione in una testimonianza di umanità, resistenza e bellezza."
MENZIONE SPECIALE PREMIO GLI OCCHIALI DI GANDHI
La giuria della quindicesima edizione del premio – composta da esperti del Centro Studi "Sereno Regis" di Torino – ha assegnato a Bobò una menzione speciale:
"Perché è profondamente nonviolento l'ascolto dell'Altro e la disposizione a cambiare intimamente. Bobò è un esempio di incontro dove chi aveva bisogno cura chi lo ha salvato, in una reciprocità lenitiva e creativa."
TRE SGUARDI, UN'UNICA VERITÀ
Tre giurie diverse – quella ufficiale del festival, quella delle comunità religiose, quella della nonviolenza gandhiana – hanno riconosciuto in Bobò la stessa qualità essenziale: la capacità di guardare l'altro senza giudizio, restituendogli dignità e voce.
Il film di Pippo Delbono non è solo un documentario biografico: è un atto politico che interroga cosa significhi "normalità", chi ha il diritto di decidere chi è "sano" e chi è "malato", cosa succede quando qualcuno sceglie di ascoltare davvero chi la società ha reso invisibile.
Come ha scritto la giuria Interfedi, Bobò trasforma "l'invisibilità in presenza, l'esclusione in arte". E come riconosce la giuria ufficiale del festival, ci ricorda che esiste "una saggezza nella follia" – quella saggezza che 46 anni di manicomio non sono riusciti a spegnere, e che il teatro ha saputo far brillare.
DA LOCARNO A TORINO: UN PERCORSO DI RICONOSCIMENTI
Dopo il trionfo all'anteprima mondiale di Locarno e le selezioni a DocLisboa e IDFA Amsterdam, i tre premi del Torino Film Festival confermano che Bobò sta toccando corde profonde ovunque venga proiettato.
La storia di Vincenzo Cannavacciuolo parla linguaggi universali: la dignità umana, il diritto all'inclusione, la forza trasformativa dell'arte, il potere dell'incontro autentico tra due persone. Temi che attraversano culture, fedi, confini.
IL TOUR CONTINUA: PIPPO DELBONO INCONTRA IL PUBBLICO
I riconoscimenti di Torino arrivano mentre il film è già nelle sale dal 27 novembre e Pippo Delbono sta attraversando l'Italia per incontrare il pubblico nelle principali città.
Un tour nazionale che sta registrando sale piene ed emozioni condivise: da Bologna a Roma, a Milano, fino alla tappa simbolica del 16 dicembre ad Aversa – la città dove Bobò ha vissuto 46 anni in manicomio – ogni proiezione diventa un momento di dialogo profondo su temi che riguardano tutti noi.
PROSSIMI APPUNTAMENTI CON IL REGISTA IN SALA
· 29 novembre | Prato – Cinema Terminale (ore 16.00); Firenze – Spazio Alfieri (ore 19.00)
· 30 novembre | Verona, Cinema Diamante (ore 20.30)
· 30 novembre | Mantova, Mignon (ore 16.30)
· 1 dicembre | Savona, Filmstudio (ore 21.00)
· 2 dicembre | Genova, Sivori (ore 21.00)
· 3 dicembre | Roma, Nuovo Aquila (ore 21.00)
· 4 dicembre | Padova, Multiastra (ore 20.00)
· 5 dicembre | Venezia, Giorgione (ore 19.00)
· 6 dicembre | Trieste, Ariston (ore 16.00)
· 6 dicembre | Gorizia, Kinemax (ore 20.30)
· 7 dicembre | Rovigo, Il Duomo (ore 17.00)
· 7 dicembre | Vicenza, Odeon (ore 20.30)
Tour in Sicilia:
· 8 dicembre | Catania, King (ore 21.00)
· 9 dicembre | Messina, Lux (ore 21.00)
· 10 dicembre | Palermo, Rouge et Noir (ore 19.00)
Toscana e Campania:
· 11 dicembre | Massa, Cinema Teatro dei Servi (ore 21.15)
· 12 dicembre | Livorno, 4Mori (ore 21.00)
· 13 dicembre | Napoli, Modernissimo (ore 19.00)
· 14 dicembre | Avellino, Partenio (ore 21.00)
Tappa speciale:
· 16 dicembre | Aversa, Cinema Vittoria (ore 21.00)
Nella città dove Bobò ha vissuto 46 anni in manicomio, Pippo Delbono presenterà il film in un momento di particolare significato simbolico ed emotivo.
· Altre città del tour (senza presenza regista): Bologna (Lumière, 28-30 novembre) • Spoleto (Pegasus) • Milano (Arlecchino, 29 novembre) • Bergamo (Del Borgo) • Brescia (Nuovo Eden, 3-5 dicembre) • Sovico (Nuovo, 10 dicembre) • Pisa (Arsenale, 4-7 dicembre) • Seravezza (Scuderie Granducali, 8-10 gennaio 2026) • Torino (Fratelli Marx, 27 novembre - 3 dicembre; Massimo, 1-3 dicembre) • Salerno (Fatima, 15 dicembre)
30/11/2025, 09:10