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C'E' ANCORA DOMANI - La speranza di un futuro migliore


Scelto come film d'apertura della Festa del Cinema di Roma, l'esordio alla regia di Paola Cortellesi nei cinema dal 26 ottobre. Una regista al primo film ma con idee sicure di messa in scena: il bianco e nero quella pi evidente, per creare un collegamento con il Neorealismo coevo del periodo raccontato (ma l'effetto finto, straniante).


C'E' ANCORA DOMANI - La speranza di un futuro migliore
C' ancora domani
Una famiglia come tante, nella Roma popolare del dopoguerra, fiaccata da una miseria che sembra senza via di uscita, ancora avvelenata dal conflitto e dalle divisioni che ha provocato nella societ: questo il "campo d'azione" voluto da Paola Cortellesi per il suo esordio alla regia, "C' ancora domani", scelto come apertura della Festa del Cinema di Roma 2023 e da gioved 26 ottobre nelle sale.

Una moglie sottomessa al marito violento il ruolo che Cortellesi riserva per s (Valerio Mastandrea il coniuge, ritratto in modo troppo monodimensionale per convincere), divisa tra la quotidianit in cui ogni lira preziosa e l'umiliazione costante, il tentativo di evitare le ire maritali, l'educazione di tre figli e i sogni di un futuro migliore. Tutto ci, alla vigilia delle prime elezioni libere apertae anche alle donne, nel 1946.

Una regista al primo film ma con idee sicure di messa in scena: il bianco e nero quella pi evidente, per creare un collegamento con il Neorealismo coevo del periodo raccontato (ma l'effetto finto, straniante).

Cortellesi percorre un confine labile, quello tra commedia e dramma, tra parodia e sperimentazione: osa - sempre meritevole, per un'opera prima - soprattutto sotto l'aspetto musicale, con momenti quasi musical che puntano a esorcizzare (o enfatizzare?) le violenze e una colonna sonora che sa piacevolmente spiazzare (da Jon Spencer Blues Explosion, che "apre" - in tutti i sensi - il film, in poi).

Se le scelte di cast "minore" funzionano (la vergogna umile di Romana Maggiora Vergano, l'ingenuo ottimismo di Emanuela Fanelli, la perfidia ironica di Giorgio Colangeli), alcune svolte narrative paiono estreme e scelte pi per il loro essere funzionali alla trama che per la loro credibilit.

Una scelta coraggiosa quella di esordire alla regia, dopo una carriera di successo, con un film come questo, in cui nulla semplice e nessuna scelta indolore: la riuscita parziale (ne risente anche l'efficacia dell'interpretazione di Cortellesi) ma il percorso tracciato resta interessante.

24/10/2023, 11:17

Carlo Griseri