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FESTA DEL CINEMA DI ROMA 17 - "The Land of Dreams"


Il musical italiano tra storia e fantasy, diretto da Nicola Abbatangelo e dal 10 novembre al cinema in tutta Italia


FESTA DEL CINEMA DI ROMA 17 -
Il musical di Nicola Abbatangelo "The Land of Dreams" vede protagonisti Caterina Shulha, George Blagden, Kevin Guthrie, Paolo Calabresi, Marina Rocco, Stefano Fresi e Edoardo Pesce. Una produzione Lotus Production, Rai Cinema, in associazione con 3 Marys Entertainment. Dal 10 novembre al cinema.

New York, 1922. Eva (Caterina Shulha) è una giovane immigrata italiana che lavora come lavapiatti nel locale Choo Choo Train, rinunciando al suo sogno più grande, quello di cantare. Un giorno per disperazione ruba il portafoglio a un boss mafioso, Clemente Proietti (Edoardo Pesce), e scappando dai suoi scagnozzi finisce in una misteriosa casa dove incontra il pianista Armie (George Blagden), reduce della Grande Guerra, che vive recluso con il fratello e che ha la capacità di viaggiare all’interno dei sogni. I due si innamorano, ma la realtà è più dura dei sogni: Clemente Proietti, infatti, mette gli occhi su Eva e tenta di conquistarla con ogni mezzo possibile, separando i due ragazzi. Riusciranno a tornare insieme?

Il musical è un genere molto amato e tanti sono i capolavori che hanno appassionato il pubblico, dal recente “West side story”, remake del cult del 1961 diretto da Steven Spielberg, a, negli ultimi 20 anni, titoli come “La La Land”, “Chicago”, “Mamma mia” e “Mouline Rouge”. Produzioni hollywoodiane di grande spessore e successo con i quali è difficile competere, sia per questioni produttive sia per il talento degli attori coinvolti, perfetti nelle esibizioni canore e nelle performance di ballo. “The Land of Dreams” di Nicola Abbatangelo, scritto dal regista con Davide Orsini, strizza l’occhio a queste produzioni americane cercando di ricrearne la magia, la spettacolarità, e i movimenti frenetici di macchina, come nel piano sequenza iniziale nel locale Choo Choo Train. Tra fantasy ed effetti speciali ben riusciti si racconta la storia d’amore tra Eva e Armie e i sogni impossibili nella New York del primo dopoguerra tra povertà, mafia e immigrati sfruttati.

Ma il risultato non è tra i più convincenti: è difficile per una produzione italiana essere all’altezza di quelle americane che hanno nel genere musical una grande tradizione. In Italia c’è ancora tanta strada da fare e lo si vede sia nelle esibizioni tiepide dei protagonisti, anche nei momenti che avrebbero dovuto comunicare più pathos, sia nella resa delle coreografie, non sempre armoniche, ma soprattutto nella storia in sé: una vicenda stucchevole, ricca di stereotipi e poco appassionante. Le musiche e i brani scritti da Fabrizio Mancinelli sono degni di nota ma avrebbero funzionato maggiormente a commento di una storia più solida e originale.

18/10/2022, 20:30

Caterina Sabato