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BIF&ST 2021 - "Querido Fidel" La rivoluzione cubano napoletana


L’opera prima di Viviana Calò con protagonista Gianfelice Imparato è in concorso al Bif&st. Nel cast anche Ninni Bruschetta, Marco Mario De Notaris, Antonella Stefanucci, Valentina Acca, Marcella Spina, Agamenòn Quintero e Alessandra Borgia. Una produzione Teleaut Produzioni, Audioimage e Eskimo in collaborazione con la colombiana Malintzin.


BIF&ST 2021 -
"Querido Fidel" di Viviana Calà al Bif&st
Napoli, 1991. Emidio Tagliavini, un socialista nostalgico e appassionato, scrive lettere a Fidel Castro per metterlo al corrente della sua lotta contro il capitalismo imperante, e il “comandante” ogni mese puntualmente gli risponde. Forte di questo Emidio segue con convinzione gli ideali comunisti insieme all’adorata moglie Elena e alla nipotina Celia, mentre il figlio Ernesto è un convinto “filoamericano”. Nella sua casa diventata una roccaforte del Socialismo Reale, tra ritratti di Castro e pranzi e cene cubane, Emidio sogna una società libera dall’imperialismo americano. I tempi però stanno cambiando e la caduta dell’Unione Sovietica porterà degli scombussolamenti in casa Tagliavini.

Un personaggio donchisciottesco, impavido e tenero, che si scontra ogni giorno con una realtà che non può accettare, in una società che lo giudica pazzo e anche pericoloso. La voce narrante di Emidio ci racconta le sue imprese quotidiane, i suoi ideali incorruttibili, l’orgoglio di essere “un soldato di Fidel Castro” che con l’immancabile sigaro e gli abiti militari in giro per Napoli contesta il prezzo troppo alto del pane, tappezza la città di caricature contro Bush Senior e istruisce la nipote Celia sull’importanza del comunismo. Un umorismo garbato e brillante caratterizza "Querido Fidel", la bella opera prima della regista napoletana Viviana Calò che ha scelto come protagonista Gianfelice Imparato, perfetto nella parte dello stralunato e appassionato Emidio, che riesce a rendere tutta la forza di spirito e anche la malinconia di un uomo che non può arrendersi ai cambiamenti, agli sprechi, al consumismo, alla mancanza di ideali, alla politica imperialista americana. Tutto quello che ritrova nel figlio Ernesto che fa da contraltare al padre che ne combina una al giorno, dal tentato “attacco terroristico” a una base NATO alla spedizione di quattro taniche di benzina e di soldi in favore della causa cubana.

Un “Goodbye Lenin” in salsa cubana – napoletana che attraverso una storia di fantasia, ben scritta dalla stessa regista, racconta con leggerezza e puntualità i cambiamenti epocali che dal 1991 hanno rivoluzionato il mondo e l’Italia attraverso gli occhi di un “lucido folle” come Emidio che riesce a guardare comunque con speranza al futuro grazie anche alla fedele “compagna” Celia cresciuta a pane e rivoluzione.

INTERVISTA ALLA REGISTA VIVIANA CALÒ

28/09/2021, 18:12

Caterina Sabato