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LOCARNO 74 - "Dal pianeta degli umani"


Giovanni Cioni presenta al Locarno Film Festival il suo ultimo progetto, prodotto dalla torinese Graffiti Doc


LOCARNO 74 -
Qual è, il pianeta in cui vivono gli umani? Com'è fatto? Quali leggi lo regolano? Sono le stesse di ieri, oggi? E quello che ci viene raccontato, è vero o falso? Un coro di rane narra una fiaba fantastica, con protagonista uno scienziato impegnato nella ricerca del ringiovanimento e dell'immortalità, che passa dal successo all'oblio nel giro di pochi anni.

Uomini e donne disperati, che dopo un lungo viaggio per allontanarsi dalla guerra e dalla miseria rimangono bloccati alla frontiera tra Italia e Francia, a pochi passi da quella salvezza che mai è parsa loro così vicina e mai, invece, si rivela essere inspiegabilmente irraggiungibile.

Tutto questo e molto altro è "Dal pianeta degli umani" di Giovanni Cioni. Il regista a inizio 2017 raggiunge Ventimiglia per capire meglio la questione dei migranti fermati al confine francese. Lì scopre le loro vite, i loro sogni, le loro difficoltà; lì viene in contatto con il "sentiero della morte" che potrebbe diventare la soluzione dei loro problemi; lì - inaspettatamente - viene a conoscenza dell'esistenza del dottor Voronoff.

Serge Voronoff aveva una villa proprio su quel confine, su un promontorio a picco sul mare, con un cancello aperto sull'Italia e uno sulla Francia. Là, a pochi metri da dove le vite dei migranti vengono stoppate (spesso per sempre), lui un secolo fa studiava e metteva in pratica tecniche rivoluzionarie per ringiovanire l'umanità (grazie ai testicoli di scimmie), provando a raggiungere la vita eterna. Alcuni lo prendono per pazzo, ma i risultati iniziano ad arrivare e il suo mito cresce incontenibile nel mondo: poi cambiano gli equilibri mondiali, il "pianeta degli umani" va in guerra e di lui si scordano rapidamente tutti.

Le rane raccontano di lui, il passato ritorna (se è esistito, e se è davvero passato). Intanto quella villa è un lontano ricordo, e di fronte al mare impotente uomini e donne continuano a sperare e a morire. Mentre il mondo finge di non vedere, o di non capire.

01/01/2050

Carlo Griseri