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UN CONFINE INCERTO - Pedofilia e amore, territorio pericoloso


Diretto da Isabella Sandri, il film è interpretato da Moisé Curia, Cosmina Stratan e Valeria Golino


UN CONFINE INCERTO - Pedofilia e amore, territorio pericoloso
Tema delicato e scabroso, la pedofilia. Tema poco raccontato dal cinema, anche per la difficoltà di trovare la giusta chiave, il giusto equilibrio nel rappresentare senza ripetere (più o meno inconsapevolmente) ciò che i carnefici fanno alle loro vittime: usare i loro corpi e il loro potere su essi per provare piacere, "mostrarli" rendendoli pura immagine di cui fruire.

Isabella Sandri, coadiuvata in sceneggiatura - e in produzione, rigorosamente indipendente - da Giuseppe M. Gaudino, riesce perfettamente e miracolosamente a mantenersi "pura" pur raccontando l'orrore, a ritagliarsi uno spazio di racconto in un "confine incerto" (titolo perfetto: geograficamente, linguisticamente e metaforicamente) in cui convivono due piani paralleli, quello delle indagini sui pedofili e quello della quotidianità solitaria di Richi e della bambina che vive con lui in un camper.

Moisé Curia riesce a regalare profondità e comprensione al suo Richi, ventenne o poco più legato da un sentimento di amore insano per una giovane bambina, che viaggia con lui consenziente e apparentemente felice, mentre il ragazzo traffica online e cerca di prolungare il più possibile quel viaggio nel nulla. Cosmina Stratan è la poliziotta sulle loro tracce, a cui dà il giusto grado di dolore - per una missione che sente necessaria ma che la logora, non avendo però lo spazio adeguato per costruire il suo personaggio per intero.

Un lavoro durato dieci anni dalla prima idea alla prima proiezione - al Torino Film Festival 2019 - seguiti da un altro anno e mezzo prima dell'uscita in sala: troppo, oggettivamente, per un film che avrebbe meritato (e merita ancora) maggiore rilievo, il pubblico della sala, il riscontro della critica. Perché se difetti ne ha, si perdonano volentieri a un film capace di risultare coinvolgente e oggettivo, mai assolutorio e in grado di denunciare una realtà che circonda tutti noi e che "sporca" ogni gesto, ogni sguardo, ogni intenzione facendole diventare (forse) minacciose: l'incertezza del confine è anche questo.

07/05/2021, 08:45

Carlo Griseri