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Note di regia di "Small Size - Piccoli Formati"


Note di regia di
Il film documentario, dal titolo "Small Size - Piccoli Formati", nasce dall'esposizione omonima, ideata e realizzata al CAMeC da Eleonora Acerbi con la collaborazione di Cristiana Maucci, nel 2018, in cui furono esposte 196 opere di 119 autori, attingendo principalmente dai due grandi lasciti al CAMeC, Cozzani e Battolini, in cui i due generosi collezionisti hanno potuto sfogare la loro voracità culturale e artistica, privilegiando spesso il piccolo formato, che permette un rapporto più intimo con l'opera e l'artista. “Il percorso espositivo si svolge lungo un tracciato che associa alla cronologia l’accostamento linguistico e la consonanza estetica, anche alla luce dei materiali e delle cromie, con una sorta di omaggio al modus operandi del collezionista: è un viaggio particolarmente ricco, che restituisce la complessità della ricerca contemporanea e dà voce alla curiosità onnivora del raccoglitore” (E. Acerbi).
Coronamento di questo percorso, la collaborazione tra CAMeC e Conservatorio della Spezia ha generato SMALL SIZES MUSIC che il 18 aprile 2018, ha dato vita ad un concerto, tenutosi in un'ampia sala del CAMeC, dove gli allievi del Corso di Composizione tenuto dal M° Andrea Nicoli, hanno realizzato 12 piccole composizioni, coordinate e supervisionate dallo stesso Maestro che così le presenta: “Il tema del “piccolo” in musica si può esprimere in modi diversi. Piccola la durata, piccola la gamma dei suoni usati, piccoli gli strumenti, piccolo il suono, piccolo lo spazio di esecuzione. Questi sono stati gli stimoli proposti agli allievi di composizione del Conservatorio della Spezia per elaborare le loro opere. Quello che verrà presentato, sarà un piccolo caleidoscopio di fantasie per nulla conformate, estremamente diversi5cate e personalizzate”. In quella occasione unica, ho ripreso oltre che la mostra, l'intero set di prove musicali e l'intero concerto, da più punti di vista (con più video camere). Ne è venuto fuori un evento di estrema vitalità, colorato chiassoso, multietnico e multimediale, in perfetta relazione con la vitalità della mostra, testimonianza della fertilità creativa degli insegnamenti del Conservatorio, ma anche della felice interazione delle due istituzioni spezzine, di chi le presiede e vi agisce didatticamente, del connubio inscindibile tra arte e musica.
In questi anni ho potuto documentare questa sinergia, realizzando i 5lm documentari “Prima il segno, poi il suono” (2016), primo atto della fruttuosa collaborazione tra la mia società di produzione e le istituzioni culturali spezzine appena citate; dove sette allievi compositori hanno realizzato scegliendo sette opere del CAMeC, sette nuove composizioni, eseguendole poi, in un pomeriggio importante per la cultura artistica della città e non solo, pubblicamente, davanti alle opere raccolte in una sala del CAMeC, nell'ambito della mostra “Dal Disegno al Segno, da Fattori a Sol LeWitt” (oggetto dell'altro 5lm prima citato).
Questa fertile collaborazione tra le due istituzioni è continuata con “Dadaperformance” (2017), realizzato nell'ambito dell'omaggio al Dadaismo, e culminerà proprio con “Small Sizes – Piccoli formati”.

Fulvio Wetzl