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TORINO FILM FESTIVAL 38 - Anatomia del dolore


"Da lontano, più forte", il documentario di Annamaria Macripò racconta il rapporto con la madre morta per una malattia e ancora viva nei suoi ricordi.


TORINO FILM FESTIVAL 38 - Anatomia del dolore
"Da lontano, più forte" di Annamaria Macripò al TFF 2020
“Quanto costa evocare un dolore?” si chiede la regista rileggendo le pagine del suo diario lungo vent’anni attraverso il quale ricorda l’amata madre. Lei lo “acquista” quel dolore, quelle lacrime, anche quelle delle persone a lei vicine, per superare la follia iniziale della perdita e convertirla in conoscenza portando alla memoria momenti speciali, foto, filmati, sensazioni.

Annamaria Macripò, così, legge fuori campo le pagine del suo diario scritto negli anni cercando un significato e un senso alla morte, alla rabbia, alla mancanza, alle diverse fasi del lutto, alternando alle sue parole quelle di Roland Barthes che nel libro "Dove lei non è" racconta la sofferenza lancinante per la morte della madre alla quale era legato da un amore viscerale. Due persone, due figli così diversi tra loro, nati in epoche diverse, uno un famoso e amatissimo scrittore francese, l’altra una regista italiana, sono però simili nello smarrimento dopo la morte delle loro rispettive madri.

Un documentario girato con pochi mezzi e in maniera scolastica nel quale alle foto e ai video della madre della regista si alternano delle immagini evocative e misteriose come lo sono la malattia, la morte, l’assenza sulle quali Annamaria Macripò si interroga. L’omaggio alla madre, le parole a lei dedicate, l’analisi del suo dolore nel quale sicuramente molti si ritroveranno, anche chi ancora non ha vissuto questo trauma, risulta però poco adatta alla narrazione filmica e più appropriata a un diario, appunto, a un libro che avrebbe dato più tempo per riflettere sugli interessanti interrogativi sollevati e sulle bellissime e profonde parole della regista.

27/11/2020, 00:10

Caterina Sabato