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FOREIGN OFFICE - "Il Meglio deve ancora venire"


Come l'amicizia sconfigge la morte. Presentato con grande successo in anteprima alla Festa del Cinema 2019, uscirà nelle sale il 17 settembre distribuito da Lucky Red in collaborazione con 3Marys


FOREIGN OFFICE -
"Il Meglio deve ancora venire" in sala dal 17 settembre
Meravigliosamente commossi, ma avendo sempre avuto il sorriso sulle labbra, si esce dalla sala con una bella sensazione: la morte può essere molto meno drammatica se raccontata in modo così simpatico e allegro, ma soprattutto con sapiente leggerezza e ironia. "Il Meglio deve ancora venire" racconta come l’amicizia sia il grande collante che sopravvive alle tempeste della vita, ai vari fallimenti, a separazioni, abbandoni, delusioni, malattia. Ogni dramma assume una diversa conformazione se visto con gli occhi di un amico.

Gli autori di “Cena tra amici”, i due sceneggiatori e registi Alexandre de la Patélliere e Matthieu Delaporte, con la loro idea di sdrammatizzare luoghi comuni come la malattia e la morte, hanno deciso di affrontare uno dei temi più importanti dell’esistenza umana: come finirà la nostra vita? Come affronteremo la strada che ci conduce alla fine? Ecco quindi, che anche la morte può essere raccontata in una commedia leggera in modo assolutamente divertente, ironico, spassionato ed incredibilmente esilarante. Commedia “leggera” nonostante il tema pesante, fila via come un lampo, tra risate e lacrime riesce meravigliosamente a toccare il cuore senza appesantirlo, anzi, si esce dalla sala con l’idea di una bella morte e di una remota possibilità che chiunque, anche se consapevole della propria fine imminente, può andarsene con grande leggerezza e ironia.

Fabrice Luchini e Patrick Bruel riescono ad interpretare i personaggi dai caratteri opposti ma complementari, i due amici Arthur e Cèsar, uomini con esperienze di vita assolutamente diverse, che fin dall’infanzia in collegio si trovano a vivere la vita in maniera differente, sempre però legati dalla loro forte amicizia. Tema fondante della commedia è il classico malinteso dal quale si dipanerà tutto il film: a causa di un responso clinico che attesta una malattia allo stadio terminale, nascerà una catena di equivoci per cui, Cesar, che è il vero il malato anche se apparentemente sembra essere in piena salute, credendo che le analisi siano dell’amico Arthur, farà di tutto per far vivere nel modo migliore possibile, gli ultimi giorni di vita all’amico del cuore.

Arthur da parte sua, con il passare dei giorni, non riesce più a recuperare la situazione e dire la verità e anche se ci prova in diverse occasioni, non riesce a rivelare a César che il vero malato terminale è proprio lui. Una idea divertente per sdrammatizzare la malattia, un copione perfetto dai tempi giusti, ben recitato da due attori formidabili, accompagnato da una colonna sonora ricca di canzoni che ci riportano indietro nel tempo.

16/09/2020, 14:40