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IO SONO VENEZIA - Il 17 febbraio in prima TV su Rai Storia


IO SONO VENEZIA - Il 17 febbraio in prima TV su Rai Storia
Non mare. Non terra. Semplicemente, Venezia. Una citt unica e una storia di secoli raccontate da Io sono Venezia - il doc firmato da Davide Savelli, Massimiliano Griner, Marta La Licata, Alessandro Chiappetta con la regia di Graziano Conversano che Rai Cultura propone in prima visione assoluta luned 17 febbraio 2020 alle 21.10 su Rai Storia.

Realizzato in 4K, con mezzi interni, il documentario va alla scoperta di Venezia dalle origini ai giorni nostri dando voce ad alcuni personaggi storici, interpretati da attori e attrici che, in monologhi basati su memorie, diari e materiali di archivio, testimoniano in prima persona le trasformazioni della citt. E accanto alle ricostruzioni con gli interventi di storici ed esperti come Gherardo Ortalli, presidente dellIstituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, e consulente del progetto ci sono anche le immagini della citt contemporanea, delle sue attivit e delle sue opere darte.

Il racconto parte dalle origini, quando la citt ancora non esisteva e, sulle acque della laguna, il funzionario reale Cassiodoro narra delle popolazioni che iniziano a popolare la zona, mentre il Doge Pietro II Orseolo rievoca le prime mosse espansionistiche, quando lo stendardo di San Marco comincia a campeggiare sullAdriatico e poi sul Mediterraneo orientale con le Crociate, che non sono solo contro i musulmani, ma anche contro i bizantini. Fino al saccheggio di Costantinopoli, che Domenico Morosini racconta attraverso il ricordo del furto dei quattro cavalli in lega bronzea che ornano la facciata della Basilica di San Marco. Lepoca dei mercanti veneziani, del loro coraggio e della loro intraprendenza , invece, introdotta da Fantina, figlia di Marco Polo, che fa luce sulla condizione femminile del periodo.
Il pittore Vittore Carpaccio, poi, fa rivivere il periodo del grande splendore rinascimentale veneziano e di una citt che diventa meta dei pi grandi artisti e centro pulsante di commercio, potere, e libert. Libert come quella di Veronica Franco, poetessa e cortigiana, che sfida le consuetudini del tempo, o nel campo dellimprenditoria artistica del letterato e stampatore Francesco Sansovino. La Repubblica, intanto, in perenne lotta con i turchi, tra vittorie e sconfitte. E gesti di coraggio, come quello di Girolamo Polidori, che a Istanbul recupera le spoglie di Marcantonio Bragadin, eroe dellassedio di Famagosta, spellato vivo dai turchi.

Lontano dalle armi, intanto, nelle calli veneziane comincia a diffondersi la musica di Antonio Vivaldi, che dona alla Serenissima, in una fase di progressiva decadenza, un tocco di leggerezza. Sulla citt aleggia un senso di declino e tutti sembrano immaginarsi una propria Venezia, come fa il Canaletto. La Rivoluzione francese alle porte e presto si traduce in dominazione napoleonica. E la fine della Serenissima Repubblica e Antonio Canova sar chiamato a vestire i panni di monument man per recuperare il bottino napoleonico, a Parigi. Dopo il crollo di Bonaparte, Venezia non sar pi indipendente, passando dagli Asburgo ai Savoia, alla Repubblica italiana. Il racconto si conclude affacciandosi alla contemporaneit, scandita dallavvento della cinematografia. Lultimo protagonista di Io sono Venezia Alexandre Promio, cineoperatore Lumire che nel 1896, sul Canal Grande, realizza il primo movimento di macchina della storia della cinematografia.

15/02/2020, 17:17