Sudestival 2020

CLAUDIO LATTANZI - "Soavi autore complesso e poliedrico"


CLAUDIO LATTANZI -
Ospite del Tohorror Film Fest 2019 con il suo documentario "Aquarius Visionarius", dedicato al cinema di Michele Soavi, Claudio Lattanzi si lasciato intervistare per raccontare meglio il suo progetto.

Quando nasce l'idea di questo documentario?

Io e Michele ci conosciamo da anni, dal documentario "Il mondo dell'orrore di Dario Argento", nel 1985, ero il suo assistente sul set. Ci siamo conosciuti sul set di "Phenomena", e ho lavorato con lui anche nei suoi film per il cinema, fino a "La setta".
Per anni non ci siamo sentiti, solo qualche telefonata in amicizia: la sua parte televisiva non l'ho seguita affatto, ma volevo fortemente fare un documentario sul suo cinema.
Lui un personaggio criptico, come autore, pi di una volta mi sono proposto: ma mi ha sempre detto di no...
Quando stava girando la prima stagione di "Rocco Schiavone" l'ho risentito per un libro sui grandi incontri con i registi della mia vita, e da l ha finalmente accettato. Mi ha anche aiutato molto, affidandomi un sacco di cassette di dietro le quinte, mettendomi in contatto con una produzione interessata... Ma dopo anni che provavo a convincerlo!

Quali sono state le maggiori difficolt nel riepilogare una carriera come quella di Soavi?

Fare un documentario su Michele non facile... Era un personaggio tosto sui set, ed anche molto schivo, non frequenta i festival e non ama troppo parlare di s.
Mi sono dovuto guardare tutto, le cose che conoscevo bene perch avevo lavorato con lui, i suoi film con Terry Gilliam e tutte le produzioni televisive.
Penso realmente che Soavi - anche se un po' bloccato nelle produzioni tv - sia uno degli autori pi complessi e poliedrici del nostro cinema. Dallo splatter agli horror pi originali, a fiction poliziesche e religiose, storiche e thriller: tutto quel che ha fatto si pu riconoscere perch ha un "marchio Soavi" che lo rende unico. Il suo stile il filo conduttore della sua carriera, ha anticipato tutto ci che oggi va per la maggiore (i vari "Suburra", "Gomorra" e simili...).
Non capisco perch non abbia il giusto successo che si meriterebbe.

Nel documentario ci sono molte interviste a personaggi del cinema: sei riuscito a fare tutte quelle che volevi?

Ne mancano due, a essere sinceri: avrei voluto intervistare Terry Gilliam, che per era impegnato e poi stato male sul set del film su Don Chisciotte, e il vero capitano Ultimo, a cui ha dedicato la serie di enorme successo con Bova. Ma sarebbe stato molto complesso a livello logistico, rischiavamo davvero di allungare la produzione di troppi mesi... Sono contento cos, alla fine sono tutte mie scelte.

In questo periodo stai girando i festival anche con un tuo film, Everybloody's end: puoi raccontarci di cosa si tratta?

un film horror, mi sono riavvicinato al genere perch oggi con pochi mezzi si pu fare un prodotto indipendente ma professionale e di qualit. Non un'operazione nostalgica, ma volevo fare un omaggio ai film della Hammer, che diventato anche un omaggio agli autori che amo, come Franco.
Per questo ho coinvolto persone che hanno lavorato nel genere italiano degli anni '70-'80, come Tentori, Stivaletti, Geleng e molti altri. Stiamo iniziando il percorso festivaliero, sono felice di far vedere anche questo nuovo lavoro!

24/10/2019, 08:13

Carlo Griseri