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Note di regia di "10 Giorni senza Mamma"


Note di regia di
Una scena di "10 Giorni senza Mamma"
Per una volta ho voluto provare a girare un film come lo girerebbe un bambino. Con quella libertà che è propria dell’infanzia.
In genere quando comincio a scrivere una storia cerco di capire in che modo riuscirò ad immedesimarmi con i personaggi. Parto quasi sempre da lì. Non è egocentrismo. È che se non la vivo con loro poi la storia non funziona. Scrivere è il primo passaggio ma poi ci sono gli attori, i luoghi, le musiche, i costumi e la macchina da presa. Qui sembrava facile: è una famiglia, un argomento che ormai conosco molto bene. Tutte cose che mi sono capitate a volte in modo tragico, da raccontare facendo ridere. Mentre scrivevo, mi sono reso conto che immedesimarsi con i bambini è difficilissimo. E allora, anziché controllare ho provato a lasciar andare. A lasciarmi andare a ciò che succedeva. Guidando certamente, ma senza inibire la creatività di nessuno.
Questo l’ho poi portato anche sul set e nell’uso della macchina da presa. Non doveva sembrare un film, ma pezzi di vita, che per quanto costruiti per essere comici, conservassero la verità. Il film è quasi tutto girato con macchina a mano, quasi fosse girato da un bambino. Tipo me.

Alessandro Genovesi