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Presentato ad Alice nella Citt, il nuovo film del regista Eros Puglielli. Le vite di cinque persone vengono stravolte da accadimenti sconcertanti e paradossali. Con Paolo Sassanelli, Giulia Michelini, Massimo Poggio, Alberto Molinari, Gianluca Gobbi, Andrea Sartoretti e Renato Scarpa. Prodotto da Minerva Pictures Group, Dj Vu, Monkey King Pictures.



Andrea Sartoretti in Nevermind di Eros Puglielli
Diverse storie che si incrociano, personaggi grotteschi e naf si trovano ad affrontare delle situazioni surreali e inquietanti: una babysitter in crisi economica deve badare al figlio di una ricca ed eccentrica coppia; un cuoco paranoico tenta di far sparire letteralmente un rivale insopportabile; uno psicologo smemorato continuamente attentato da un carro attrezzi; un avvocato con uno strano vizio; un imprenditore al verde che scopre nel suo amico di infanzia una tendenza deplorevole. Tutti gli episodi sono legati e interconnessi tra di loro, in un passaggio di testimone attraverso il quale un personaggio secondario diventa protagonista della storia successiva.

Episodi apparentemente slegati ma uniti da un unico punto in comune: la nevrosi. I personaggi sono condannati ogni giorno a situazioni ansiogene e fuori da ogni logica fingendo che tutto vada bene, che, come suggerisce il titolo, non importa. Eventi a un primo sguardo paradossali ma in fondo comuni e familiari per chi li osserva: lansia per la mancanza di soldi e lavoro, le competizioni logoranti, la psicanalisi come ancora di salvezza.

Ogni personaggio di fronte a una realt distorta, che sembra quasi un unico incubo senza fine, sar costretto a prendere delle decisioni imprevedibili e discutibili.
Utilizzando unimpostazione thriller che rende ogni episodio inquietante, il regista racconta lassurdo inserendo degli elementi comici e scorretti.

Esagera, puntando sul non sense, senza prendersi troppo sul serio: ne viene fuori unopera originale e bizzarra, non comune nel panorama del cinema italiano. Un film rischioso e divertente che attinge alla tradizione del teatro dellassurdo, ai Monty Python, scomodando anche Kafka: lepisodio della babysitter Giulia che non vede mai il bambino al quale deve badare e viene pagata profumatamente, con le dovute distanze, sicuramente una suggestione de Il processo.


Caterina Sabato

29/10/2018, 10:30

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