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TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL 18 - UCCIA


TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL 18 - UCCIA
Una scena del cortometraggio "Uccia"
Ambientato in un futuro lontano ma non troppo Uccia, diretto da Elena Margaret Starace e Marco Renda, racconta una storia che sembra appartenere esclusivamente alla pura fantasia. E forse cos, ma non per il messaggio di cui si fa ambasciatrice che invece si rivela estremamente reale e attuale.

Il nostro paese a seguito di un tracollo finanziario decide nel 2037 di vendere parte dei territori a lobby private. Intere regioni controllate da soldati mercenari. Le persone costrette a vivere in uno stato di costante terrore e povert, schiavi e prigionieri nella loro stessa terra. Questo lo scenario nella quale la protagonista Uccia inserita e col quale deve e ha dovuto dolorosamente interagire. Il passato e il presenta la tormentano e affliggono tanto da averla resa solamente lombra di se stessa. Unombra stracolma di rabbia e di odio. Con in grembo la vita e in testa la sanguinosa vendetta, la ragazza si trova a dover decidere quale strada intraprendere fra le due: quella della creazione di vita o quella della sua cessazione? Il cortometraggio riesce nellintento di farci credere che la decisione sia gi stata presa, che sia quella che tutti ci aspettiamo ed anche abile a far crescere lintensit e la drammaticit scenica man mano che ci avviciniamo al momento culminante e rivelatore.

La pellicola un riferimento a tutte le guerre odierne e a tutte le situazioni di forte tensione sociale in cui il terrore e lingiustizia vincono sui valori e i sentimenti positivi. Ma lo spettro di allusione pu essere ampliato e in Uccia possiamo veder la rappresentazione metaforica di tutte quelle persone che, anche nella nostra realt relativamente pacifica, si trovano vittime di soprusi e vessazioni. Sembra perci essere un invito a perseguire sempre il bene anche quando intorno a noi tutto schiacciato sotto il peso del male. Lessenza di tutto questo racchiusa nella dedica a conclusione del film: Ai rami spezzati. Ai frutti caduti. Di ogni guerra.

03/11/2018, 17:42

Gabriele Nunziati