Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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SUCCEDE - Dal Romanzo di Sofia Viscardi, tra diario e formazione


Un gruppo di amici adolescenti alle prese con i primi scossoni sentimentali. Gli adulti lontani, gli amici sempre più importanti come lo smartphone che gestisce i rapporti tra messaggini e selfie. Con Margherita Morchio, Matilde Passera, Matteo Oscar Giuggioli e Brando Pacitto. In sala dal 5 aprile con Warner Bros. Italia


SUCCEDE - Dal Romanzo di Sofia Viscardi, tra diario e formazione
Margherita Morchio in "Succede" di Francesca Mazzoleni
C’è così poco di nuovo nel film diretto da Francesca Mazzoleni che sembra che gli adolescenti non abbiano altro a cui pensare se non amiche e tresche. In Succede, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Sofia Viscardi, poco più di niente distingue la storia da un Tempo delle Mele, da una Mignon è Partita, da un Chiamami col tuo nome dove i ragazzi sono sconvolti dagli ormoni e dalla voglia di abbracciare e baciare qualcuno che non sia un parente.

Nella Milano sana e pulita, la storiella gira intorno al gruppetto di amici e compagni di scuola che, saldamente alla ricerca dell’amore, incontrano e scoprono quello che poi, veramente, inciderà sulla loro vita: il sesso, l’alcol, il fumo, l’abbandono, l’odio (non in quest’ordine).

Nel racconto scritto per il cinema dalla stessa regista con Paola Mammini e Pietro Seghetti, la vita vera della protagonista Margherita (Margherita Morchio) sembra solo il contorno alla ricerca e alla valutazione di un possibile fidanzato, con la scuola, la famiglia e il quotidiano che fanno da cornice un po’ scomoda e da sparring partner per scaricare ogni frustrazione tipica di quell’età.

Ma "Succede" non approfondisce né pone il problema (in caso lo fosse) sotto una luce nuova e diversa, raccontando eventi e personaggi senza ironia o autoironia ma mirando sempre a chiudere le vicende tenendosi a distanza di sicurezza dai drammi veri e lasciando fuori personaggi e situazioni scomode. I grandi sono trasparenti o vulnerabili, sempre lontani e mai da prendere d’esempio, neanche in maniera inconscia.

Una vita ideale, tra messaggini, chat e selfie (inediti e persuasivi in un film sui giovani…) dove il vero problema di oggi è chi sarà il mio “lui” o la mia “lei” domani, e dove il vero pericolo di domani è non finire per assomigliare troppo a un personaggio scritto da Federico Moccia.

26/03/2018, 16:57

Stefano Amadio