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BFM36 - THE STRANGE SOUND OF HAPPINESS di Diego Pascal Panarello


BFM36 - THE STRANGE SOUND OF HAPPINESS di Diego Pascal Panarello
Lo strano suono della felicità
L’unico film italiano in concorso alla 36.ma edizione del BFM, nella sezione Visti da Vicino, è “The Strange Sound Of Happiness” di Diego Pascal Panarello, presentato in anteprima nazionale. Esordio del regista siciliano, che racconta il vissuto in prima persona, realizzato con una struttura narrativa tra il genere del documentario ed il genere fantastico.

Diego è co-protagonista insieme allo scacciapensieri (in dialetto siciliano chiamato “Marranzano”), oggetto metallico poco conosciuto ma prima di tutto uno strumento che sprigiona, oltre al suono, qualcosa di magico. Infatti, come mi precisa il regista, lo scacciapensieri non è correttamente la definizione/nome di questo strumento ma “è un riordina pensieri, perché le vibrazioni, a contatto con la bocca e con i denti, emettono suoni ed onde che transitano nel cervello, riordinando appunto i pensieri con un influsso rilassatorio e benefico”.

Il film è l’evoluzione della vita di Diego che diventerà, come un predestinato, il protagonista di un’antica profezia. Stregato dal suono di questo “piccolo e insignificante” pezzo di ferro, Diego intraprenderà un viaggio dalle torride coste della Sicilia alle pianure congelate della Yakutia. Due mondi completamente differenti, due estremi che però hanno nel paesaggio del bianco degli scogli siciliani e nel bianco del ghiaccio perenne dello Yakuta qualcosa che li accomuna.

Nello Yakutia lo scacciapensieri è uno strumento spirituale e un simbolo nazionale. Il suo utilizzo è insegnato a scuola, non solo come strumento ma anche per i suoi benefici rilassanti. Diego incontra qui sommi maestri ed un fabbro che costruisce “miracolosi” scacciapensieri. Così finalmente Diego, ottenuto il suo Khomus (scacciapensieri) scriverà lo “spartito” della vita e realizzerà, inconsapevolmente, quell’antica profezia Yakuta “un uomo piccolo piccolo, dalle profondità dello spazio, aprirà una porta e a noi arriverà. I suoi occhi bruceranno come lava, il suo viso sarà scuro come chi ha fatto un lungo viaggio. Il marranzano gli svelerà un mondo segreto senza inizio e senza fine. E lui lo racconterà. E sulle sue onde voleremo lontano…” Un percorso veramente affascinante e coinvolgente per lo spettatore.

Diego ci spiega come è nata questa storia che gli ha cambiato la vita ed ha dell’incredibile: “La prima volta che ho emesso un suono con lo scacciapensieri, una vibrazione ha percorso la mia scatola cranica procurandomi una piacevole sensazione al cervello. In quel momento ho pensato che quel piccolo pezzo di ferro avesse qualcosa da raccontarmi ed è così che è nato il film. Non esistendo letteratura su questo argomento ho svolto le mie ricerche incontrando di persona i pochi esperti che sono riuscito a contattare. Tutti mi parlavano della grande e sconosciuta Yakutia. Decisi che quella era la mia Mecca e dovevo raggiungerla, ma non avevo il becco di un quattrino. Un fortunato crowdfunding mi ha permesso di andare sin lì per scoprire di essere entrato a far parte di un “progetto” ben più grosso di quello che mi aspettavo: un’antica profezia aveva predetto il mio arrivo in Yakutia. La mia Mecca mi aveva accolto come un profeta…”

13/03/2018, 08:27

Luca Corbellini

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