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Note di regia di "Benedetta Follia"


Note di regia di "Benedetta Follia"
L’idea del film, una Benedetta Follia
L’idea di Benedetta Follia nasce dall’esigenza di confrontarmi di nuovo con l’universo femminile. Era tanto tempo che non recitavo con gruppi di donne e mi mancava. Perché la donna è sempre stato lo sparring partner migliore in tutte le mie commedie e la considero la mia carta vincente. E poi con le mie attrici mi sono sempre divertito molto ad esaltarle nelle loro caratteristiche. In realtà avevo voglia di cambiare, di tornare a esplorare le donne di oggi con i loro tic, le loro paturnie e con le loro qualità, e volevo farlo attraverso lo specchio del mio personaggio, con le sue fragilità e le sue nevrosi. Quando Nicola Guaglianone e Menotti mi hanno proposto, fra gli altri, questo soggetto, non avuto dubbi. Questo fi lm nasce quindi dall’ incontro con i due sceneggiatori e dalla mia voglia di tornare a fare una commedia più divertente, che avesse al centro un nucleo femminile. Ho sempre cercato di costruire per loro dei ruoli interessanti e sfaccettati che, credo, offrano più spunti di comicità e leggerezza rispetto ai personaggi maschili. E mi sono molto divertito anche a lavorare con Guaglionone e Menotti, persone estremamente positive e creative. Anche quando accadeva un evento, in Italia o nel mondo, per il quale io mi incupivo un po’, loro erano sempre positivi, e mi regalavano una ventata di energia e creatività che si rivelava trascinante e contagiosa. Aver incontrato due persone così dinamiche è stato fondamentale per me.

Guglielmo prima e dopo
Guglielmo Pantalei è una persona profondamente per bene che si trasforma nel corso del film. All’inizio incontriamo un uomo un po’ noioso e prevedibile che ha un negozio di oggetti e arredi sacri e coltiva stretti rapporti con il Vaticano, preti, suore e alti prelati e vive nel suo piccolo mondo come in un museo della sacralità. E’ un uomo che si è smarrito, come succede a tanti, un uomo che ha perso per strada il sorriso interiore, le passioni e l’entusiasmo dei trent’anni, quando aveva altri sogni e voleva godersela. Il fi lm si apre proprio con Guglielmo, bandana e camicia hawaiana, che sfreccia in moto sulla panoramica di Sperlonga, vede la bellissima Lidia (Lucrezia Lante della Rovere) su un auto ed è una folgorazione e… uno schianto con la moto. Non che fosse un playboy, era solo un ragazzo che voleva vivere la sua vita con leggerezza e serenità ma poi, dopo la morte del padre, è obbligato ad occuparsi del negozio, e quindi via i giubbotti, via la moto, d’ora in poi solo doppio petto e sorriso d’ordinanza. Ma quando la moglie lo lascia, dopo venticinque anni di onorata carriera matrimoniale, le sue certezze vengono stravolte e tutto comincia a cambiare solo quando nella sua vita entra un’improbabile commessa, Luna (Ilenia Pastorelli). In realtà Guglielmo era alla ricerca di una rispettabile collaboratrice che conoscesse le lingue e sapesse gestire una clientela di alto livello ma poi arriva lei che viene dalla periferia e sembra l’ultima persona al mondo che potesse lavorare in quel negozio. Ma Luna è travolgente, ha una specie di valanga dentro. Una giovane donna naif ma empatica che possiede la capacità di leggere nel cuore e di percepire le fragilità di Guglielmo e le sue debolezze. E questo lo colpisce. Così alla fi ne fra questi due, che sembrano venire da due pianeti differenti, scocca una scintilla di complicità e nasce un bellissimo e insolito sodalizio. Luna è una donna che ha degli aspetti estremamente comici, fa ridere, ma è anche una ragazza moderna, con le sue inevitabili fragilità, che ci sa fare con le applicazioni e mi segnala, anzi mi impone, una app per incontri perché sostiene che devo reagire e rimettermi in gioco. E dopo avere creato il mio profi lo su Lovit mi spinge a incontrare delle sconosciute. Da qui comincia la nostra benedetta folliada cui tutto cambierà: incontri tragicomici e surreali, colpi di scena, molte risate e, infi ne, una trasformazione positiva e radicale per entrambi. È una bellissima storia che dimostra che nella vita c’è sempre una seconda chance. Basta provarci.

Luna e le altre
Credo che uno dei punti di forza del fi lm sia stato l’ottimo casting che abbiamo costruito. Ritengo di non aver sbagliato un attore, tutti hanno dato il massimo e per me sono stati davvero importanti: non ho mai diretto così poco delle attrici come in questo film perché tutte erano perfettamente in parte e andavano per conto loro, avevo pochissime indicazioni da dare. Mia moglie è Lucrezia Lante della Rovere, impeccabile nel suo ruolo di donna sposata che a metà della sua vita scopre di essere una persona diversa. Ho conosciuto bene Maria Pia Calzone che ha un ruolo chiave ed è un’attrice fantastica e una donna amabile. C’è poi Paola Minaccioni, che ha una partecipazione, bravissima e con tempi comici perfetti. C’è Francesca Manzini alla sua prima prova in un fi lm con me, e nei nostri duetti è stata assolutamente effi cace. Elisa Di Eusanio che viene dal teatro, stra- ordinaria. E poi Ilenia Pastorelli che…è stata veramente incredibile. L’avevo già puntata quando avevo visto Jeeg Robot, mi piaceva la sua anima popolare vera, spontanea e la sua grande energia, e devo dire che ha interpretato il suo ruolo in maniera perfetta. E poi il fi lm ha una grande qualità nella fotografi a di Arnaldo Catinari che ha fatto un lavoro accurato ed elegante così come lo scenografo Giuliano Pannuti e la costumista Tatiana Romanoff: tutto il mio set è stato veramente “benedetto”.

Guglielmo e le donne
Il mio rapporto con le donne è fatto da incontri-scontri, sia con Luna, la protagonista del film, sia con mia moglie che con le sciroccate che incontro tramite le app: momenti esilaranti in cui la mia timidezza e la mia inadeguatezza si scontrano con la follia e la solitudine di queste donne. E poi fanno molto ridere anche i duetti con Ilenia in cui incomprensioni e litigate si alternano alle riappacifi cazioni: c’è sempre fra di noi uno scambio molto vivace. Io credo di aver recitato con molta misura, spero anche in maniera effi cace, cercando di fare del mio meglio. Non ho mai provato prima e sono andato sempre di getto, d’istinto – ovviamente sapevo a memoria anche le scene più complesse ma non volevo provarle perché ormai ho capito che la spontaneità e la naturalezza arrivano solo così. E me lo posso permettere, avere questa sicurezza dopo tanti anni è una gran fortuna.

Una benedetta follia nel cuore del pubblico
Sono contento di questo fi lm, mi piace perché unisce divertimento e comicità con un tocco di poesia: è una storia piena di amore e di sentimenti con tante risate e che ti lascia una sensazione molto positiva. Alla fi ne il messaggio è che nella vita si può sempre ricominciare, si può ricostruire una bellissima armonia proprio come succede a Guglielmo e Luna, anche se su strade parallele. E quello che mi rende orgoglioso è che Benedetta Follia ha una storia in cui molti potranno riconoscersi. Un fi lm che è una bella carezza, piena d’amore.

Carlo Verdone

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