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IL FIGLIO SOSPESO - La ricerca del passato per capire il presente


Un film diretto da Egidio Termine affronta il tema della maternit surrogata senza entrare nel merito di questioni bioetiche o legali ma raccontando il bisogno di conoscere il proprio passato. Con Paolo Briguglia, Gioia Spaziani, Aglaia Mora Distribuito in Italia dalla Mediterranea Production di Angelo Bassi a partire dal 23 novembre


IL FIGLIO SOSPESO - La ricerca del passato per capire il presente
Paolo Briguglia in "Il Figlio Sospeso"
"Il figlio sospeso" di Egidio Termine si interroga sull'importanza del bisogno umano di verit. Il regista porta in sala la storia di un ragazzo di 27 anni, interpretato da Paolo Briguglia, bloccato nella sua crescita emotiva e alla ricerca dei segreti della storia di suo padre, un pescatore morto quando lui aveva solo due anni. Questa ricerca lo porter da una donna, presunta amante del pescatore, dalla quale suo padre avrebbe avuto un figlio. Il ragazzo per scoprir che questa donna, interpretata da Gioia Spaziani, in realt sua madre biologica.

Lo spettatore accompagna il protagonista in questa ricerca, trovando con lui tutti i tasselli che porteranno al quadro completo della situazione. "Il figlio sospeso" un film che analizza il percorso della maternit surrogata, con i suoi dubbi e ripensamenti, e lo fa mostrandoci il punto di vista di tutti: quello del figlio, della madre biologica e della madre adottiva. Una storia che si evolve su pi piani (passato e presente) attraverso il racconto di tutti.

Nonostante l'argomento caldo e l'importante tema di fondo (la ricerca della verit), il film resta sospeso, come il figlio del titolo. I personaggi sono svuotati e non traspare la carica emozionale di cui dovrebbero essere portatori, considerati i presupposti della vicenda, forse anche a causa di dialoghi forzati (e monologhi non incisivi) e di una direzione artistica poco convincente. Si parla di mancanze, sofferenze e bisogni, dovrebbe essere un racconto in grado di coinvolgere sentimentalmente lo spettatore e invece resta l, sullo schermo, a distanza.

Tutto ci anche a causa di piccoli dettagli che spesso rompono la magia, come ad esempio il bambino cresciuto a Civitavecchia che parla con accento siciliano, o, da lato tecnico, il suono poco pulito che accompagna per l'intera durata del film.



Elisa Pulcini

21/11/2017, 17:03