Sudestival 2020

GIFFONI 47 - A Gabriele Muccino il Premio Truffaut


GIFFONI 47 - A Gabriele Muccino il Premio Truffaut
Gabriele Muccino a Giffoni
Gabriele Muccino arriva a Giffoni nellultima giornata del festival per incontrare i giovani giurati e per ricevere il Premio Truffaut.

A chi gli chiede come si pone verso gli attori che dirige risponde Ho quasi sempre avuto momenti molto felici con gli attori con cui ho lavorato perch mi relaziono molto con loro. La sceneggiatura la scrivo e riscrivo e spesso rivedo e adatto scene e dialoghi agli attori e alla loro natura per creare una corrispondenza con i personaggi che interpretano. Esiste un lavoro attento di tessitura tra scrittura e regia. E per me davvero raro non andare daccordo con gli attori
"Nel mio lavoro spesso mi metto in sfide complesse perch" - continua - "fare film che raccontano sentimenti e fragilit umane unoperazione da funambolo. Se fai un film dazione sei protetto dal genere. I film cosidetti drammatici, che parlano della vita vissuta, possono far emergere reazione davvero controverse nel pubblico. Alcuni miei film hanno spaccato letteralmente gli spettatori. Io cerco sempre di provocare una reazione nel pubblico. Il nostro un lavoro nel quale il talento il vero motore. Ci vuole tenacia, fermezza nei propri istinti e la capacit di non farsi demoralizzare. Gli ostacoli da superare sono immensi. C sempre un traguardo importante e nulla scontato".

A chi gli chiede come lavorare in America dice fare un film con e sugli americani molto complesso perch ti trovi davanti a un gap quasi incolmabile. Parlando de La Ricerca della Felicit - dice - il titolo esisteva gi e non sapevo fosse una frase tratta dalla dichiarazione di indipendenza di Jefferson ma lho scoperto solo dopo avvicinandomi alla storia. Quella stata unoperazione molto complessa perch cercare di capire lAmerica per noi non facile. Will Smith in quel frangente mi ha molto sostenuto e protetto. In America essere un regista in possesso dellopera quasi impossibile e lui mi ha difeso dalle invasioni di campo produttive legate al modo in cui strutturato il cinema americano. In America e a Hollywood si cerca di rincorrere in modo spasmodico i gusti del pubblico. Nel fare ci il cinema americano mostra la sua fragilit. Al contempo si protegge affermando la propria identit a partire dalla situazione in cui gli Studios si muovono.
"Per me i film vanno fatti cercando di raccontare la vita. Nel caso di Sette Anime le critiche si sono divise. Il nostro compito come registi quello di intraprendere delle sfide. Quel film ha fatto grandissimi incassi ed andato molto bene da quel punto di vista. La storia di un film - vi dico si vede a distanza di tempo, nel corso degli anni. Affermo questo, oggi, dopo 10 film realizzati. Ma" - spiega -" la paura di non essere perfetti una costante umana e lansia di consensi uno dei fattori che ci d maggiore inquietudine. Senza conflitti e imperfezioni difficile raccontare lanimo umano".
Ai ragazzi che incalzano con le domande dice: Il cinema emozione ed questo quello che ci avvicina, ma il cinema comunque intrattenimento. Un film che non ci emoziana un film morto. Ad ogni film che faccio penso che si possa fare meglio. Non rivedo mai miei film perch credo che sempre si possa migliorare. Non siamo mai al completamento della nostra opera.

Nel mio modo di fare cinema il vero giro di boa lho avvertito dopo l11 settembre. LUltimo Bacio stato proiettato a Toronto la sera dell11 settembre del 2001 e per me quello stato un vero spartiacque.
Facendo una riflessione sulla societ italiana di oggi Muccino rivolgendosi ai giovani ha detto: Noi oggi in Italia ci troviamo in un paese che vive una forte recessione. A differenza del momento in cui sono cresciuto io ora lItalia bloccata che non sa pi crescere e voi, che vi trovate in anni importanti e formativi, vivete nellincertezza di un paese che vi spinge ad andar via cosa che noi non abbiamo vissuto. Da dove si viene importante aggiunge - sono nato a Roma dove il cinema si fa. Dove si nasce ti pu cambiare e determinare parte del nostro destino.

A chi gli chiede di parlare di Padri e Figlie dice: per aver detto che le donne non possono vivere senza amore ho avuto un sacco di problemi. La frase fu detta da Diane Kruger. Non era mia e si trattava di una affermazione filtrata dalla sua fragilit. Io lho presa e utilizzata accettando il punto di vista di una donna e facendolo mio e a dire il vero lho pagata molto. Non lo rifarei. Quella frase ha dato da pensare a molti e ha fatto scrivere fiumi di inchiostro.
Muccino conclude con unanalisi sulla frammentazione dellattenzione a cui la societ odierna ci porta. Questo dice sta creando risvolti importanti nella narrazione e nella fruizione filmica e non solo. La lentezza una volta era il racconto oggi un difetto e viene recepita come noia.

23/07/2017, 08:35