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GIORGIO BRUNO - Dopo gli zombie, l'aldilà


Sono appena terminate le riprese di "My little baby", nuovo lungometraggio del regista che, dopo 'Almost dead', continua a puntare sul genere horror.


GIORGIO BRUNO - Dopo gli zombie, l'aldilà
Giorgio Bruno sul set di "My little Baby"
A degli zombie che barcollano questa volta Bruno sostituisce la storia, decisamente più convincente e meno cliché, di un bambino con poteri soprannaturali che comunica con il defunto padre attraverso una coppia di walkie tolkie.
Nonostante le affinità stilistiche e tecniche, rispetto ad "Almost dead", costruito attorno ad un incubo infantile, "My little baby" nasce da un'esperienza personale importante che il regista sentiva di dover raccontare, e perciò appare ben più interessante agli occhi del pubblico.

''Ho iniziato a scrivere la storia dopo la morte di mio padre'', dice Bruno, ''un periodo molto triste della mia vita. Pensavo che sarebbe stato bello poter trovare un qualcosa che mi mettesse in contatto con lui anche solo per pochi istanti, ma questo purtroppo è possibile solo al cinema, quindi perché non fantasticare e costruirci su una storia che abbia dentro di tutto? Dall' horror alla fantascienza passando per il dramma. E così è stato.''

Per il suo zombie movie Bruno non si era ispirato a delle pellicole in particolare, ma aveva cercato di dare agli zombie una connotazione nuova, 'umana ed emozionante', ben altro rispetto a quella a cui il pubblico era stato fin' ora abituato.
Diverso è stato il caso di "My little baby", per cui il regista si è lasciato volentieri influenzare da George Romero, John Carpenter, e dal cinismo grottesco di Sam Raimi.

Tutto sommato le premesse sembrerebbero buone, ma ora si può contare unicamente sulla capacità del genere di attirare il pubblico, in cui anche Giorgio Bruno crede fermamente, come egli stesso dichiara.

''La paura è un'emozione molto intima, un po' come l'amore. È qualcosa che difficilmente possiamo spiegare razionalmente ed è qualcosa di molto soggettivo poiché ognuno di noi ha paura di qualcosa. I film che da sempre colpiscono le masse sono quelli che riescono a toccare le corde più profonde del nostro io, e gli zombie, ad esempio, hanno molto in comune con la nostra natura; ci attraggono perché in fondo sono molto simili a noi, basta pensare a quel che siamo diventati. A volte quando entro in un centro commerciale e vedo gente che sta al telefono o cammina senza meta, penso che forse Romero ci abbia visto lungo alla fine degli anni '70.''

Verdiana Bottino

13/04/2017, 09:16