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SEEYOUSOUND 3 - Il "Liberation day" dei Laibach


SEEYOUSOUND 3 - Il
I Laibach sono una realtà e una provocazione. Gruppo musicale sloveno nato negli anni '80, etichettato in più modi (anche antitetici tra loro), legato (volente o nolente) alla Jugoslavia e alla sua dissoluzione, cosa può avere da dire al pubblico globalizzato del XXI secolo? E in particolare, cosa può avere da dire al pubblico nordcoreano?

Se la domanda pare capziosa, c'è chi non solo non se l'è posta in senso dubitativo, ma addirittura l'ha scavalcata risolvendola in senso assertivo: chi più dei militareschi Laibach può entrare in sintonia con un popolo che vive il totalitarismo tra marce, adunate, culto del leader e rigore?

È così che Liberation day segue la realizzazione del folle progetto del suo regista, Morten Traavik, di far suonare i Laibach in occasione dei festeggiamenti nordcoreani per il giorno della liberazione (dal Giappone invasore), anno 2015.

Ieri sera il pubblico dell'inaugurazione della terza edizione di Seeyousound, festival torinese di cinema a tematica musicale, ha avuto in regalo questo unico e sorprendente viaggio in Corea del Nord in compagnia dei Laibach e della loro troupe.
Tra commenti più disparati (n.d.r. : ammetto il desidero irrefrenabile di scuotere Ivan Novak mentre sottolinea che tutto sommato il popolo coreano deve vivere bene perché per strada sembrano tutti felici e sereni ...) e difficoltà a conciliare libertà (poche) e divieti (ricorrenti) lo spettacolo musicale è veramente di alto livello.

Ma Liberation day è soprattutto le emozioni che smuove: tanta ironia negli accostamenti del montaggio (parate oceaniche coreane e folle ai concerti rock), un'angoscia che attanaglia (nell'era della post verità trumpiana) sentendo cantare come una condanna 'vi assimileranno', ma anche uno spiraglio di ottimismo nel vendere un tentativo riuscito di comunicazione tra diversi.

28/01/2017, 19:18

Sara Galignano