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LA STOFFA DEI SOGNI - William ed Eduardo insieme all'Asinara


Il nuovo film di Gianfranco Cabiddu, ispirato a La tempesta di Shakespeare e a L'arte della Commedia di De Filippo, rivaluta l'integrazione tra cinema e teatro. L'amore, il perdono ma anche il potere e la violenza. Con Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Gaa Bellugi, Renato Carpentieri, Teresa Saponangelo, Nicola Di Pinto. In sala con Microcinema dal 1 dicembre in 30 copie circa


LA STOFFA DEI SOGNI - William ed Eduardo insieme all'Asinara
Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini
Maneggiare Shakespeare o Eduardo De Filippo sembra facile, d la sensazione di stare gi un passo avanti rispetto alla sceneggiatura e all'ambientazione, ai dialoghi e al sottotesto, ai personaggi e alla messa in scena. Ma pu capitare anche che il vantaggio si trasformi in un limite perch, come ne "La Stoffa dei Sogni" lo sviluppo cinematografico avrebbe bisogno di qualcosa in pi.

L'operazione pregevole, col tentativo di dare spazio e lustro a due testi teatrali come La tempesta e L'Arte della Commedia di Eduardo, rivisitati, alleggeriti e integrati per una versione cinematografica ambientata sull'isola dell'Asinara dove, al naufragio si mischia la ricerca di spazi per mettere in scena il proprio spettacolo.

Nel film teatro e cinema si fondono senza mai andare a toccare per il meglio di entrambi, lasciando che le qualit di ognuno rimangano non del tutto espresse. Una compagnia e uno spettacolo cos cos, in una sceneggiatura con qualche forzatura e qualche leggerezza, con situazioni e personaggi non del tutto riusciti, spesso frutto di clich (la storia d'amore tra la figlia del direttore e il latitante) che portano a galla i limiti di entrambe le arti.

Gli attori dividono l'interpretazione tra teatrale e cinematografica, riuscendo meglio nella seconda perch, come spesso accade, quando si fa teatro al cinema automaticamente (altro clich) l'attore diventa trombone, andando a riempire la scena di movimenti (la corsa sulla spiaggia di Rubini all'inizio) ed espressioni che, se stesse veramente su un palcoscenico dal vivo, non si sognerebbe di fare mai. Il grande schermo poi amplifica tutto ai limiti del fastidio, rendendo ancora pi dilettantesca una compagnia che si spaccia per esperta e navigata.

Sergio Rubini divide cos in due la sua interpretazione, mentre Ennio Fantastichini pi misurato nel movimento e meno in quelle espressioni del volto che rendono il suo personaggio un po' monocorde.
Della misura fa buon uso Renato Carpentieri che non cade nella trappola "teatro al cinema" e la giovane Gaa Bellugi, che cerca di non esagerare con espressioni e toni raggiungendo l'obiettivo del personaggio: portare a termine e dare un senso alla sua non originalissima vicenda.

Nel contesto, "La Stoffa dei Sogni", sembra un'operazione che, se vista sotto la luce della passione, ha una sua valenza assoluta, con l'impegno e la sincerit che riescono a portare il film su un piano apprezzabile.

23/11/2016, 09:48

Stefano Amadio

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