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Note di regia di "Folk Cinema - Cronosfera"


Note di regia di
Folk Cinema - Cronosfera é diviso in due macro-sezioni: la prima parte del film (dal Cap.I al Cap.IX) girata con attori non professionisti, e la seconda parte (Cap. X e XI) girata con intento scientifico dove prende corpo la figura della Diga incompiuta di Blufi (provincia di Palermo) come ecosistema in corso di rigenerazione. Lo sviluppo narrativo del film é incentrato sulle tre figure che sin dal principio sembrano abitare questo spazio residuale fuori dal tempo, eredi di un crimine commesso nei riguardi dell´unica figura femminile che compare all´interno del film: questa colpa originaria dá origine ad un vero e proprio percorso d´espiazione che comincia dal Cap. IV e termina al Cap. IX attraverso il dissolversi dell´ultimo personaggio nelle tenebre della montagna che ospita le varie sezioni della Diga. Ogni personaggio, infatti, rappresenta un “carattere” della natura umana che deve cedere il passo ad un´altra sfera della vita naturale: é come se ognuno di essi in virtú di un aspetto della personalitá biografica del relativo attore prestasse il volto ad un simbolo esistenziale – Emotivitá, Edonismo, Erotismo - che viene progressivamente abbandonato in virtú di una nuova esperienza estatica che si profila nel suono. Nel suo uniformarsi al progetto Folk Cinema il film segue alcune direttive metodologiche: una di queste é la rigida progressione cronologica nella successione delle inquadrature perseguita nell´intento di predisporre nuove potenzialitá di intervento del suono nella fruizione cinematica, in special modo quadrifonica. Cronosfera é anche un tributo a tutti coloro che hanno lavorato contro l´esproprio statale e per l'interruzione dei cantieri in un territorio un tempo edenico che ospita tuttora inusuali peculiaritá ecologiche (come la presenza stanziale dell´airone cenerino) presentandosi ai posteri come un gigantesco mausoleo in onore della sclerosi culturale del Meridione.

Mario Calderaro