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I vincitori della prima edizione di Diritti a Todi,
Human Rights International Film Festival


I vincitori della prima edizione di Diritti a Todi, Human Rights International Film Festival
La deriva autoritaria e razzista in atto in un angolo d’Europa e lo sfruttamento del bambini in una cava africana sono gli scenari dei due titoli, un lungometraggio e un corto, consacrati ieri sera a Diritti a Todi, Human Rights International Film Festival che chiude oggi la prima edizione, una settimana di documentari d’autore arrivati da ogni continente, con la proiezione di tutte le opere premiate. "The Érpatak model" di Benny Brunner, di produzione olandese, disegna in modo drammatico e paradossale il profilo di Mihály Zoltán Oros, ipernazionalista sindaco ungherese che amministra il suo villaggio all’insegna dell’ordine e della disciplina. Mentre "Un dìa de campo" firmato dallo spagnolo Carlos Caro Martin denuncia le disumane condizioni di lavoro minorile in Uganda. Il secondo premio lungometraggi è andato a "Lucciole per Lanterne" di Stefano e Mario Martone: racconta la resistenza di alcune donne alla costruzione di grandi dighe nella Patagonia cilena. Il secondo premio corti a "Cotton Dreams" (Polonia) di Sandeep Rampal Balhara, le cui immagini scrutano una famiglia contadina indiana ridotta in miseria dalle logiche del mercato globale.

L’italiano "Lucciole per Lanterne" è il film più applaudito: vince infatti anche il premio attribuito dal Centro Studi americanisti Circolo Amerindiano («Non ci sono solo fiori, piante, animali a rischio estinzione ma popoli, culture, civiltà») e quello targato Agpci Becoming Green, dell’associazione giovani produttori cinematografici indipendenti ("Le lotte delle popolazioni a difesa del proprio ambiente di vita possono avere un lieto fine"). La giuria dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod) ha preferito "A Tempo Debito" di Christian Cinetto: "senza mai cadere nella retorica e nel compiacimento", dà voce a quindici carcerati di sette etnie reclusi a Padova. Amnesty International Italia, principale partner del festival diretto da Antonio Bellia e Francesco Cordio, ha scelto" A tiro de piedra de la carcel" di Raquel Castells (Spagna), a Todi in prima europea, sui segni psicologici subiti dagli adolescenti palestinesi.

I loro coetanei di Todi sono stati tra i protagonisti del festival. La giuria delle scuole primarie ha dato il riconoscimento al corto "The War" del kosovaro Memtor Spahiu: "Ho votato questo film" – ha detto Anisa S. nella sala gremita del Cinema Jacopone − "perché mi sono impressionata quando ho visto quel bambino senza una gamba che sta picchiando la sua scarpa, probabilmente del piede perso durante un’esplosione, perché ormai non gli serviva più". Gli alunni delle medie hanno premiato un altro corto, "Oltre la linea - Più veloce" di Paolo Geremei. Gli studenti dell’istituto superiore Ciuffelli-Einaudi e del liceo Jacopone da Todi, guidati da Francesco Del Grosso con Maria Tea Varo, hanno selezionato pure loro "A tiro de piedra de la carcel" "per aver portato a galla fatti ed eventi sconosciuti e clamorosamente insabbiati" del conflitto in Palestina. La giuria ufficiale presieduta da Mimmo Calopresti ha riservato menzioni speciali per "Excision" di Victoria Vellopoulou, "per la sensibilità e la forza della denuncia delle mutilazioni genitali femminili in Kenia" e ancora per "A tiro de piedra de la carcel". La giuria dei corti, affidata a Francesca Fornario, per "Ave Maria" ("satira esilarante e tenera sulla rigidità dei precetti religiosi"), mentre di "Escape" ha apprezzato "il linguaggio spregiudicato e la libertà creativa nella contaminazione di stili grafici".

La dichiarazione finale dei direttori artistici Antonio Bellia e Francesco Cordio: “ Abbiamo raggiunto gli studenti di tutte le fasce d'età. Sono stati coinvolti nelle giurie e hanno assistito a molte proiezioni in sala. Un pubblico interessato ha frequentato le proiezioni al cinema Jacopone e quelle al palazzo del Vignola.
Le mostre hanno ricevuto visite a tutte le ore del giorno, e la città ha accolto i nostri ospiti con grande affetto, sia i giurati che i registi giunti da tutto il mondo hanno apprezzato le strutture che li ospitavano e la città di Todi.
Siamo felici che il tema dei Diritti Umani abbia avuto un’attenzione mediatica e sociale; in questi intensi sei giorni sono state coperte numerose declinazioni del tema portante del Festival, i dieci film in concorso trattavano infatti un’eterogeneità di argomenti e l’interesse del pubblico si è manifestato con i lunghi e appassionati incontri e dibattiti con gli autori e gli ospiti. Tali temi sono stati arricchiti dalle opere presentate con i nostri partner e gli eventi speciali.
Temi quali i diritti delle donne, il diritto al lavoro, alla salute, alla sessualità, all’acqua, al rispetto delle minoranze etniche sono solo alcuni di quelli affrontati.
Il nostro impegno adesso sarà quello di divulgare le opere presenti al festival e lavorare per la nuova edizione che speriamo confermi il successo di questa prima.”

01/11/2015, 19:29