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IO SONO INGRID - La svedese che danzava con le star


Un intimo racconto dell'attrice diretto da Stig Björkamn, su un’idea di Isabella Rossellini, in occasione del centenario dalla nascita. TRAILER


IO  SONO INGRID - La svedese che danzava con le star
Ingrid Bergman e i suoi figli
"Io sono Ingrid "racconta in modo sincero e timido, le passioni e le paure di Ingrid Bergman, un lavoro così dolcemente curato che sembra di avere tra le mani un carillon. La scatola si apre e subito appare questa bellissima ballerina, che danza con eleganza nella sua vita e le cui parole ci ammaliano come la melodia che accompagna i carillon.

Le lettere scritte in svedese, le scene dei film in inglese, le interviste rilasciate in francese e quel “ti amo” scritto a Roberto Rossellini, trasmettono la grande inventiva di una donna che si muoveva tra l’Europa e gli Stati Uniti. I dolori e i drammi della piccola Ingrid, diventano vitali per poter affrontare le tante difficoltà successive.

A mostrarlo è la stessa Ingrid/attrice ripresa dal padre e poi l’Ingrid/regista che decide di filmare parte della sua vita, come a volersi raccontare al padre scomparso.

"Io sono Ingrid" racconta, attraverso le sue lettere, come la timidezza e la paura iniziale per un mondo troppo distante da lei, si trasformano in forza e determinazione. Ingrid decide di ballare anche a Hollywood e l’entusiasmo provato durante una festa in cui era ospite d’onore, ricordano quella ingenua felicità che si prova da bambine per le piccole cose.

Un viaggio anche attraverso i suoi film, da Giovanna D’Arco (ruolo che turbò Robertino), a Stromboli e attraverso le relazioni di amici come quella con Alfred Hitchcock.
È come se fosse un film scritto e diretto da Ingrid Bergman: le riprese di Stromboli, così come quelle del giardino di casa si uniscono a delle confessioni vere di una donna che vive ogni sensazione con autenticità. La lontananza dai figli, l’inizio e la fine delle storie d’amore, l’insostenibilità del successo ma anche la passione per la macchina da presa e per la recitazione, rendono "Io sono Ingrid" un lavoro assolutamente completo.

Le musiche di Michael Nyman incorniciano elegantemente la vita di questa donna, la cui eccezionalità non traspare sul red carpet o alla cerimonia degli Oscar ma nella quotidianità dei suoi gesti, nel dolce sguardo che rivolge ai suoi uomini o nel suo continuo desiderio di reinventarsi.

“Caro Rossellini, ho visto i tuoi film, Roma città aperta e Paisà e mi sono piaciuti tantissimo. Se hai bisogno di un’attrice svedese che parli molto bene inglese, un po’ il tedesco, che è in grado di farsi capire in francese e sa dire solo “Ti amo” in italiano, io sono pronta a fare un film con te”. Una lettera che non rivela solo l’ammirazione di una attrice, desiderosa di lavorare con un regista, ma una donna pronta ad amare quell’uomo che le cambierà la vita. Ingrid Bergman era in grado di trasportare tutta l’eleganza e la forza dei suoi personaggi anche fuori dal set, nei momenti più belli così come quelli più drammatici.

Grazie Ingrid per aver diretto e scritto questo film, grazie ai figli che attraverso il ricordo della madre ci hanno ricordato quanto per danzare a Hollywood non basta sentirsi una diva del cinema, ma bisogna anche essere una donna straordinaria.

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26/10/2015, 09:00

Marta Leggio