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Note di regia di "Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario"


Note di regia di "Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario"
Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario Ť la mia opera prima, e non poteva essere altrimenti.

» una favola sul senso di colpa e sul fallimento, nella quale ho provato a inserire tutti quegli aspetti che caratterizzano il mio cinema. Líevento assurdo o fantastico, per esempio, che arriva a sconvolgere la vita di persone comuni trascinandole allíinterno di avventure impossibili o al cospetto di personaggi sopra le righe. Evento inaspettato e inspiegabile, che non conosce razionalitŗ e non puÚ essere realistico in alcun modo, soltanto credibile. E ancora líamore per la scrittura Fantasy, che concede a ogni personaggio una stratificazione infinita: cíŤ un mondo intero dietro ogni carattere. Scrivendo di uno, in realtŗ, si racconta di cento, di generazioni intere. Nessuno Ť da solo, anche se la maggior parte dei personaggi che amo raccontare sono orfani. Tuttavia, il loro trascorso familiare Ť sempre centrale per la propria affermazione: Ť in famiglia che nascono le prime sfide da affrontare, e spesso per molti di loro Ť il passato a condizionare le scelte del presente.

Infine, prerogativa che mi accompagna da sempre, la necessitŗ di reinventare la realtŗ attraverso il cinema: rendere quotidiano il territorio dellíimmaginazione e della fantasia, allíinterno del quale Ť possibile affrontare storie che riguardano Ďricettari fantasticií, botteghe in cui si vende la meraviglia (celando di fatto il confine tra straordinario e miserabile) o boschi che custodiscono luoghi straordinari. Il tutto mischiando animazione e live action, interpreti reali e pupazzi di plastilina, fino a utilizzare la tecnica della stop motion persino sugli attori in carne e ossa. Inevitabilmente mi trovo a richiamare uníestetica ben precisa, quella dei film che amavo vedere da bambino, a base di mostri e guerrieri muscolosi, robot, nani, giganti ed extraterrestri, macchine del tempo e mappe del tesoro. I film di Gilliam, Burton, Zemeckis e le animazioni di Phil Tippett o del maestro Harryhausen.

E giŗ, Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario Ť la mia opera prima, e non poteva proprio essere altrimenti...

Paolo Gaudio

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