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SCUSATE SE ESISTO - Il proprio spazio, in ogni modo


Paola Cortellesi e Raoul Bova sono gli interpreti principali della nuova commedia di Riccardo Milani. Il problema del riconoscimento delle proprie qualità e gli strani, viziati meccanismi nei rapporti di lavoro in Italia. Nel cast anche Lunetta Savino ed Ennio Fantastichini. In sala da giovedì prossimo con 01 Distribution


SCUSATE SE ESISTO - Il proprio spazio, in ogni modo
Raoul Bova e Paola Cortellesi (foto Claudio Iannone)
L’architetto abruzzese dal talento straordinario, Serena Bruno, Paola Cortellesi, abbandona Londra, la città europea che nel 2014 ha fatto registrare un incredibile boom di immigrati italiani, per rientrare a Roma. Una decisione in controtendenza rispetto a quella di tanti giovani, e non solo, che vanno all’estero alla ricerca di un posto all’altezza della propria formazione e delle proprie ambizioni. Ci si adatta al cibo e ai ritmi diversi, ma al clima non ci si adatta mai davvero. E parlare del clima non è solo uno dei tanti cliché da italiani all’estero. Quello che ha scoperto Serena vivendo in Inghilterra dove se piove continuamente si cammina a testa bassa, in fretta, senza guardarsi intorno.

E allora è meglio ricominciare tutto da capo ma nella propria terra dove la ragazza è costretta a cercare impieghi saltuari e a ricorrere a stratagemmi bizzarri per farsi spazio nella giungla del lavoro. L’occasione si presenta quando dall’ennesimo equivoco sul suo cognome, Bruno, si aggiudica un progetto di riqualificazione urbana e si fa passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo. E coinvolge nella messinscena Francesco, Raoul Bova, un personaggio misterioso del quale Serena si innamora perdutamente prima di scoprire che le apparenze possono ingannare.

"Scusate se esisto", nelle sale italiane da giovedì in 400 copie, è il nuovo film di Riccardo Milani, una commedia brillante dove i classici stereotipi diventano chiave di lettura per affrontare temi di grande attualità. “Ho pensato a Monicelli, Scola, Risi, Comencini, Loy , che hanno raccontato l’Italia come fossero libri di storia. Il mio film è il tentativo di dar vita ad un’istantanea dell’Italia con i suoi difetti e problemi, ma senza perdere la speranza che le cose possano migliorare”.

C’è di tutto un po’ nella divertente commedia di Milani. Dall’esperienza dei cosiddetti “cervelli di ritorno”, il regista, con la complicità di Paola Cortellesi, in veste di co-sceneggiatrice, si sposta sulla discriminazione di genere che nonostante possa apparire superata nel "Nord" del mondo, è un problema ancora presente ovunque. Come testimonia il personaggio di Lunetta Savino, che rappresenta quelle donne, che pur avendo capacità e talento, lavorano per tutta la vita nell’ombra di un capo maschilista, Ennio Fantastichini. “La finzione di Serena e il peso dell’omosessualità nascosta di Francesco riflettono la tendenza attuale a non essere totalmente noi stessi, a dar vita a certi compromessi che ormai sono all’ordine del giorno, in particolare nell’ambiente di lavoro”, aggiunge il regista.

Del resto accade ancora spesso che nelle aziende la gravidanza sia considerata un limite, un "danno collaterale", un "fastidio , che costringe Laura a celare il suo pancione dietro abiti larghissimi.

Insomma gli ingredienti per un probabile successo al botteghino si inseriscono con garbo, magari con un po' di retorica, nell’insieme. Grazie ad una regia pulita e ad una sceneggiatura equilibrata e lieve, dove non mancano battute riuscite e situazioni godibili, il film riesce infatti ad evitare il flop di tanta carne messa a fuoco. Perché Milani ha trovato anche lo spazio per affrontare il problema del degrado urbano delle periferie. “Quando abbiamo pensato che il personaggio dovesse essere un architetto ci siamo imbattuti in un vero progetto approvato dal Comune di Roma per la qualificazione del Corviale, periferia estrema della Capitale, e realizzato da un architetto donna!!!” ha concluso il regista.

18/11/2014, 17:08

Monica Straniero