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CANNES 67 - Significativo e al femminile il cinema italiano a Cannes


"Pi buio di Mezzanotte" di Sebastiano Riso un film che lascia il segno.


CANNES 67 - Significativo e al femminile il cinema italiano a Cannes
La presenza italiana a Cannes non si pu definire eccellente, ma significativa e al femminile. Significativa in quanto i film italiani sono presenti nelle sezioni pi importanti, eccetto che a La Quinzaine des ralisateurs.
Le meraviglie nella Competizione ufficiale, Incompresa in Un Certain regard, Pi Buio di Mezzanotte in La Semaine de la critique, La voix humaine in Cannes classics e Lievito Madre (di Fulvio Risuleo), I ponti di Serajevo (di Leonardo Costanzo) nella competizione dei cortometraggi. Inoltre lomaggio a Fellini e Mastroianni nel manifesto delledizione 2014.

Presenza al femminile, poich oltre a Sophia Loren ( che a settembre compie 80 anni), definita dalla stampa francese la regina madre delle attrici presenti al Festival, ospite donore nella sezione Cannes Classics, interprete di La voix Humaine nella versione di suo figlio Eduardo Ponti, e protagonista insuperata di Matrimonio allitaliana di Vittorio De Sica (versione restaurata). La Loren di oggi animer un Master Class che si annuncia di particolare interesse.
Con curiosit si attende la pellicola di Alice Rohrwacher, che dirige la sorella Alba e Monica Bellucci in Le Meraviglie, e Asia Argento, che ha invece diretto Charlotte Gainsbourg in Incompresa una storia di separazione familiare che in molti hanno letto come riferimento autobiografico ai genitori Dario Argento e Daria Nicolodi.

Pi buio di Mezzanotte prima regia di Sebastiano Riso porta allo schermo il vissuto di Davide, adolescente catanese diverso, non compreso, mortificato e oppresso in famiglia per la sua omosessualit. La violenza manesca del padre e lapatia affettuosa della madre spingono il quattordicenne, dallaspetto effeminato, alla fuga per la ricerca di un mondo meno ostile e forse comprensivo. Lo trova nel Parco di Villa Bellini dove si aggrega ad un gruppo di giovani pi o meno della sua stessa condizione che lo accolgono con simpatia e solidariet.

La messa a fuoco e la descrizione dei membri della piccola banda e della loro arte di arrangiarsi anche per mascherare la drammatica precariet della loro esistenza la parte pi riuscita del lungometraggio. Il regista segue con sguardo attento e affettuoso il vivere di Davide. Sguardo che non diventa mai quello di un voyeur. Questa simpatia fa pensare a reminiscenze autobiografiche del regista. Ma anche nel Parco dellamore arriva il peggio e c lo stupro. Larmonia viene infranta. La morte impietosa porta via La Rettora, miglior amico di Davide. Lo scoramento terribile ma non si torna indietro. Nemmeno il causale incontro con la dolce mamma, privo di pathos e di emozione, convince Davide a riprendere la sua esistenza normale. Nota stonata registicamente, nellarmonia di un vivere libero, la marcata presenza del magliaccia, luomo in bianco, con immagini di polar mal digerite. Luso dei flash back per rendere pi comprensibile gli antefatti, spezza il filo narrativo della storia spiazzando lo spettatore.

Filmato con accuratezza, realismo e predilezione del buio Pi buio di Mezzanotte non solo tributario dei maestri del genere sullargomento, ma tratta il problema dellomosessualit unicamente da parte dellomosessuale e non da parte di chi ne compartecipe e ne condivide le sofferenze. In questo caso i genitori. Per questo film che fa pensare e lascia il segno vada un grande plauso al regista e a tutta la troupe vista allo Spazio Miramar di Cannes. Congratulazioni a Micaela Ramazzotti per la sua interpretazione dellinfelice madre di Davide e per le belle parole augurali al cinema italiano pronunciate allinizio della prima cannense.

18/05/2014, 17:56

Martine Cristofoli