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A Settignano la rassegna "rEsistenze Africane"


A Settignano la rassegna
Questa nuova rassegna di CinemAnemico, concentrandosi in un piccolo scorcio di Africa (tre paesi confinanti: Mali, Costa d’Avorio, Burkina Faso) vuol raccontare con due film e due documentari i grandi mali che affliggono quel grande continente: il debito, l’impoverimento, le guerre, le malattie. L’accento è messo sulle responsabilità dell’Occidente.

Si inizia, il 9 di maggio, con la proiezione del bellissimo “Bamako” di Abderrahmane Sissako. Nel film viene rappresentato, in un contesto tipico della vita sociale africana (un cortile di una casa comune dove il regista ci mostra sprazzi di quotidianità), un processo durante il quale la società civile africana accusa la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale di causare, con l’imposizione di politiche e adeguamenti strutturali che finiscono per favorire soltanto gli interessi delle multinazionali occidentali, l’impoverimento dei paesi africani. Le figure dei testimoni che si presentano alla Corte sono eccezionali ritratti di vita vissuta in Africa che commuovono e che convincono.

Si prosegue, venerdì 16 maggio affrontando la crisi in Costa d’avorio con la visione del documentario di Silvestro Montanaro “La Francia in nero”, seguita da un dibattito.  Si parlerà di neocolonialismo, delle gravi ingerenze nella vita politica di un paese (la Costa d’avorio) messe in atto da un altro paese (la Francia) per tutelare, ancora una volta, gli interessi economici dell’occidente e che hanno condotto a una guerra civile. Si parlerà anche di informazione manipolata e di verità ufficiali di comodo.Il terzo appuntamento (23 maggio) è dedicato a Thomas Sankara, il presidente del Burkina Faso, che venne assassinato nel 1987 con l'appoggio della Francia e degli Stati Uniti d'America. Verrà proiettato, seguito da un dibattito, il documentario “E quel giorno uccisero la felicità” di Silvestro Montanaro che tratteggia in maniera chiara e coinvolgente la figura di Sankara mostrando come, nei pochi anni in cui ne fu alla guida, avesse trasformato il suo paese, combattendo la corruzione, garantendo salute, acqua e cibo a tutti e facendolo, in sostanza, uscire dalla povertà nella quale è poi ripiombato dopo la sua eliminazione.

E infine il ciclo si conclude venerdì 30 maggio con il bel film di  Pedro Aguilera “Naufragio”, perché non si può parlare dell’Africa senza fare alcun cenno all’emigrazione cui tanti dei suoi abitanti sono costretti per cercare in terre straniere i mezzi  per sopravvivere. Il tema dell’immigrazione dà tuttavia soltanto l’avvio al film che poi ci racconta semplicemente, ma con maestria, la storia di un uomo.L’intero ciclo è pensato per informare e sensibilizzare e si propone di dare un piccolo contributo che aiuti a comprendere la storia dell’Africa e ad accrescere la consapevolezza in ciascuno di noi che ogni popolo ha uguali diritti e che nulla giustifica la sensazione di superiorità che noi, nati nel mondo occidentale, respiriamo con la nostra “civiltà”.

06/05/2014, 09:41