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VALERIO MASTANDREA - La sua classe al cinema


In sala dal 16 gennaio "La mia classe" di Daniele Gaglianone, presentato all'ultima Mostra di Venezia nelle Giornate degli autori. La nostra intervista con l'attore


VALERIO MASTANDREA - La sua classe al cinema
Valerio Mastandrea, insegnante in "La Mia Classe"
Protagonista Valerio Mastandrea nei panni di un docente che impartisce lezioni di italiano ad una classe di stranieri che mettono in scena se stessi. Particolarità di questo film è l'alternanza di finzione e realtà, esplicitata quest'ultima dall'apparizione dell'intero cast durante le riprese e dall'evidente preparazione del personaggio di Valerio Mastandrea. Per capire più da vicino il suo ruolo di attore-insegnante, lo abbiamo incontrato a Roma.

Nel personaggio che interpreti, rispetto anche al senso di umanità che vi emerge, dove finisce la finzione e dove inizia la realtà?

"Me lo sto continuando a chiedere. Questo è forse il personaggio più borderline che abbia mai interpretato, perché mentre giravo facevo molta fatica a rimanere dove dovevo stare, a capire dove uscivo e dove entravo. Già io non sono uno che lavora in questa maniera, ma qui era un continuo dentro e fuori anche della dinamica della messa in scena, tutta fondata sulla improvvisazione e sulla casualità delle cose. Ma è stato comunque un lavoro molto impegnativo. Giravamo tre ore al giorno, ed erano molto intense. Già dopo la prima lezione, durante il primo giorno, il lavoro di concentrazione è stato pesantissimo e ho avuto mal di testa, che in genere non ho mai. È stato un lavoraccio. Nel complesso abbiamo girato tre settimane, a Torpignattara, nel CTP (Centri terriotoriali permanenti) Luigi di Liegro".

Sei soddisfatto del lavoro svolto, o avresti voluto cambiare qualcosa del tuo personaggio?

"Non riesco ancora a parlare del mio personaggio, è un discorso che possiamo fare fino a metà, anche quando abbiamo discusso della prima versione della sceneggiatura. Era già un film che andava oltre la costruzione del personaggio. Quindi, non sono molto preoccupato di cosa avrei potuto fare meglio o di cosa è venuto meno bene rispetto al previsto. Tutti, compresi i ragazzi, abbiamo vissuto in maniera diversa i nostri ruoli".

Se ti ricapitasse di dover interpretare un ruolo in cui viene posta in rilievo la messa in scena, accetteresti volentieri oppure ti preferisci in un ruolo a trecentosessanta gradi, senza l'aggiunta dell'artificio?

"Sì, se capiterà un altro film in cui uno debba mischiare finzione e realtà sì. Anche se qui non siamo partiti dall'idea di operare un miscuglio, bensì un'alternanza di cose. È venuto tutto in maniera molto naturale. Io in genere non mi preferisco, perciò non so rispondere con più precisione. Tutto dipende dal ruolo che mi capita e dal film. Io faccio l'attore e il mio lavoro mi piace. Quindi, qualunque occasione mi si presenterà andrà bene".

13/01/2014, 18:29

Margherita Pucello