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Note di regia del film "Il Natale della mamma imperfetta"


Note di regia del film
Il Natale della mamma imperfetta è un racconto speciale, rispetto alle cinquanta storie da otto minuti che hanno composto le prime due serie di Una mamma imperfetta. In questo racconto inedito, strutturato come un film da novanta minuti, vediamo per la prima volta tutti i protagonisti della serie alle prese con gli impegni delle feste natalizie, le case da decorare, i bambini che non vanno a scuola, i regali da comprare, i pranzi e le cene da organizzare. La lotta, ancora una volta, è fra le mille cose da fare e il tempo che manca sempre, fra i modelli di perfezione inarrivabili e la realtà di tutti i giorno. La protagonista del racconto è Chiara Guerrieri, madre, moglie da dodici anni, lavoratrice a tempo pieno, una donna come tante che grazie alla sua ironia riesce a fare del racconto delle sue giornate una specie di opera buffa condita di paure, immaginazioni, momenti da musical, in bilico fra la realtà e la fuga nell’immaginazione. E’ lei, parlando direttamente allo spettatore, che tiene le fila del racconto e fa una promessa: Per questo Natale, niente retorica, raccontiamo le cose come stanno. Il tempo del racconto di Chiara è quello dei giorni che precedono la vigilia, giorni frenetici, scombussolati, che richiedono organizzazione e scatenano dissidi, e che vorrebbero, in omaggio al Natale, che tutto si sciogliesse in un’atmosfera di pace e serenità, di sorrisi e abbracci calorosi, di baci sotto il vischio accompagnati dal suono delle zampogne sotto casa. Ma per sfortuna (o per fortuna) la realtà di una mamma come tante, quale Chiara è, si trova lontana anni luce dalle rappresentazioni canoniche del Natale, e in questa distanza, in questa differenza si situa il nostro racconto.
Il Natale della mamma imperfetta è un’occasione speciale, un divertimento lungo, nato sulla scia della serie e allo stesso tempo indipendente da essa, che accompagna lo spettatore in un’avventura ordinaria ma anche magica, che parte con un piccolo appartamento e un alberello da decorare solo sul davanti per risparmiare tempo, e finisce con un ballo notturno magico e forse impossibile in una notte incantata. Un racconto che unisce momenti divertenti e intimità, calendari serrati e improvvise digressioni, e che vuole essere alla fine un omaggio e un tributo alla vita di tutti i giorni, a una quotidianità che spesso viene esclusa dal racconto canonico e invece è ricca di occasioni buffe, di divertimento, di verità, e a volte anche di imprevista follia. Un racconto che mi piacerebbe dedicare di nascosto a chi pensa che la magia possa esistere solo nelle vite degli altri, nei film, nella fantasia, e non si accorge che invece quella magia lo accompagna o la accompagna da vicino nella vita di tutti i giorni.

Ivan Cotroneo